Scheletri animati: principesse e supereroi a raggi X

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L’illustratore francese Chris Panda ha passato i protagonisti dei suoi disegni sotto i raggi X. Supereroi e
principesse rivelano il loro scheletro, dando una sorta di lezione di anatomia dei cartoni animati. In questa serie l’autore ha anche concesso a Silvestro di prendersi una rivincita, mostrando Titty nello stomaco del gatto, tenace ma
sfortunato.

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Danimarca, il ritratto e un ”horror”: ironia web sul pittore dei reali

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logopenny

Piu che un ritratto di famiglia da appendere alla parete sembra la locandina di un
film dell’orrore. Per questo il dipinto ‘La famiglia reale’ (nella foto),
realizzato in quattro anni dal pittore danese Thomas Kluge, sta facendo il giro
del web. Nella sua opera, svelata sul sito della monarchia di Danimarca, la
famiglia reale danese appare in una luce oscura.

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Ligeia

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golemcuccia

 

Non riesco a ricordare, per quanto frughi entro la mia anima come, quando, e dove precisamente io abbia conosciuto per la prima volta Ligeia. Da allora molti anni sono trascorsi, e la mia memoria si e” affievolita attraverso un lungo soffrire. O forse io non so rammentare ORA questi particolari, perche” in verita” il carattere della mia adorata, il suo raro sapere, la sua bellezza singolare e cosi” calma al tempo stesso, l”eloquenza eccitante, inebriante della sua sommessa voce musicale, s”insinuarono nel mio cuore per gradi cosi” furtivamente e al tempo stesso cosi” inesorabilmente progressivi che forse io mai li avvertii e li compresi del tutto.

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L’immaginazione dei bambini diventa arte

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“Il motore del mostro”: questo è il titolo del libro che raccoglie la collezione di dipenti di Dave Devries. L’artista ha deciso di prendere schizzi di mostri disegnati bambini provenienti puramente dalla loro immaginazione e renderli quasi reali dandogli un look davvero diabolico. Come spiega Dave dal piu semplice concetto visto con gli occhi dell’innocenza si puo tirare fuori qualsiasi cosa. Questo successo, in particolare, lo deve a sua nipote che ha usato il suo quaderno per scarabocchiare fornendogli l’idea su un piatto d’argento. E cosi ecco come prendono vita i disegni dei bambini…

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Il Gatto Nero

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Sin dall’infanzia sono stato conosciuto per la docilita’ e la mitezza del mio carattere. Ero talmente tenero di cuore, anzi, che i miei compagni mi avevano preso a soggetto delle loro beffe. Amavo soprattutto gli animali, e i miei genitori mi avevano concesso di possedere una grande varieta’ di bestiole preferite. Passavo con questi animaletti la maggior parte del mio tempo, e la mia piu’ perfetta felicita’ consisteva nel nutrirli e nell’accarezzarli. Questo tratto caratteristico della mia indole crebbe in me coll’andare degli anni e, divenuto adulto, trassi da cio’ una delle mie principali fonti di soddisfazione. A coloro che abbiano provato un vivo affetto verso un cane fedele e intelligente non occorrera’ che io spieghi la natura e l’intensita’ del piacere derivante da questa tendenza.

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Le vicende relative al caso del signor Valdemar

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NATURALMENTE non pretendero’ di ritenere un fatto straordinario che il sorprendente caso del signor Valdemar abbia provocato tante discussioni: sarebbe un miracolo se cio’ non fosse stato, date soprattutto le circostanze. In seguito al desiderio di tutte le parti interessate di tenere nascosta la vicenda al pubblico, per il momento almeno, o fino a che non avessimo avuto occasioni per una ricerca piu’ approfondita, in seguito appunto ai nostri sforzi per ottenere questo, si e’ sparsa tra la gente una versione del fatto arbitraria ed esagerata, la quale e’ divenuta fonte di molte ipotesi sgradevoli ed errate e logicamente di grande incredulita’. E’ ora necessario che io dia i FATTI cosi’ come li conosco. Eccoli in succinto. La mia attenzione, in questi ultimi tre anni, e’ stata rispettivamente attratta dal mesmerismo (o magnetismo animale, dal nome del medico tedesco Franz Mesmer (1734-1815), ideatore di tale teoria. N.d.r), e circa nove mesi or sono mi venne in mente cosi’ all’improvviso che nella serie delle esperienze da me sino a quel momento compiute vi era stata un’omissione gravissima e assolutamente ingiustificabile, che cioe’ nessuno era ancora mai stato mesmerizzato in ARTICULO MORTIS. Era da vedere per prima cosa se in tale condizione esistesse nel paziente una suscettibilita’ qualsiasi all’influenza magnetica; secondariamente, nel caso che tale suscettibilita’ esistesse, se questa fosse diminuita o accresciuta dalla condizione predetta. In terzo luogo sino a qual punto, e per quanto tempo, potessero essere fermate mediante questo processo le pretese inesorabili della Morte. Vi erano ancora altri punti che avrebbero dovuto essere accertati, ma i suaccennati eccitavano particolarmente la mia curiosita’, l’ultimo soprattutto, per la portata vastissima delle sue eventuali conseguenze. Nel guardarmi attorno in cerca di un soggetto grazie al quale io potessi saggiare queste mie ipotesi, venni indotto a pensare al mio amico Ernest Valdemar, il notissimo compilatore della “Bibliotheca Forensica” e autore (sotto lo pseudonimo di Issachar Marx) delle versioni in polacco del “Wallenstein” e del “Gargantua”.

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Il ritratto ovale

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Il castello di cui il mio valletto aveva osato forzare l”ingresso pur di non permettere che, gravemente ferito com”ero, io passassi la notte all”aperto, era uno di quegli edifici, tetri e grandiosi insieme, che da gran tempo ergono la loro aggrondata mole frammezzo agli Appennini, non meno nella realta’ che nei fantastici scenari di Mrs. Radcliffe. Stando ad ogni apparenza, era stato abbandonato temporaneamente e da non molto. Noi ci insediammo in una delle stanze pia’¹ piccole e meno sontuosamente arredate, sita in una torretta fuori mano. Gli addobbi erano di pregevole fattura, ma logori e segnati dall”usura del tempo. Alle pareti tappezzate di arazzi erano appesi trofei e panoplie d”ogni genere e forma, nonche’ un”infinita’ di originalissimi quadri moderni dalle ricche cornici dorate di stile arabesco. Questi quadri, che rivestivano non solo le superfici principali dei muri, ma le innumerevoli nicchie imposte dalla bizzarra architettura del castello – questi quadri, dicevo, avevano destato in me un profondo interesse, determinato forse dal mio incipiente delirio; cosicche’ ordinai a Pedro di chiudere le massicce imposte della stanza (infatti era gia’ notte), di accendere i bracci di un alto candelabro posto a capo del mio letto e di scostare, aprendole quanto pia’¹ poteva, le frangiate cortine di velluto nero che lo avvolgevano.

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