Sotto il letto by Zelcor

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logopenny

Un altro terribile racconto…

Altra paura…

Un grazie a ZELCOR , che ci invia i sui fantastici racconti!

Ricordo che il loro progetto e seguito da tante persone.

Grandi amici che stimo !

Non avrete bisogno di molto…visto i temporali,la pioggia,le serate buie,in questa estate….

Cosa volete di più?

Terrore e paura!!!

BUONA VISIONE!!!

E mi raccomando…iscrivetevi al canale DI ZELCOR!!!!

 

Voce Narrante – Andrea Ponticelli

Montaggio – Zelcor

Musica – The Ring “Ringu” cursed videotape; Russian Lullaby “Tili Tili Bom”

 

 

Notte di Luna -Alessandro Amadesi-

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golemcuccia
L’arietta fresca della sera accarezzava le cime degli
alberi ed i lunghi rami. La luna piena si godeva
silenziosa lo spettacolo. Godendosi quel minimo filo
di aria che rendeva sopportabile il caldo torrido
dell’estate, Thomas camminava pacifico sul grande
prato e nel corridoio d’erba che lo portava verso
l’entrata della sua grande villa. Era un edificio
magico, dava nell’occhio, metà architettura della
Bauhaus metà automobile sportiva anni’70. Era
strutturata su un unico piano, bassa ma molto estesa,
la pianta come un grande rettangolo dagli spigoli
arrotondati, le vetrate immense e quel ‘cemento–
marmo–e–metallo’ che la rendevano unica.
L’architetto che l’aveva progettata e fatta costruire ci
aveva vissuto per un paio di decenni, poi l’aveva
venduta. Morì suicida quattro giorni dopo che Thomas
era entrato nella villa come nuovo proprietario.
Questo le dava un che di misterioso ed inspiegabilee
si diceva, lo si diceva nel quartiere, che lì dentro tutto
fosse possibile.
Thomas si avvicinò all’entrata, mentre una voce
lanciata lontano, verso di lui, un richiamo, lo
raggiunse.

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GLI ASSASSINI DELLA RUE MORGUE

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golemcuccia

Il canto che cantavano le Sirene,
il nome che assunse Achille quando
si nascose fra le donne, per difficili che
siano, non sono questioni al di là
di ogni congettura.
SIR THOMAS BROWNE

 

Le facoltà mentali che definiamo analitiche sono di per sé poco suscettibili di analisi. Le
intendiamo afondo unicamente nei loro effetti. Di esse sappiamo, tra l’altro, che per chi le possiede
in misura straordinaria sono, sempre, fonte del più vivo godimento. Come l’uomo forte gode della
propria prestanza fisica, dilettandosi di quegli esercizi che impegnano i suoi muscoli, così l’analista
si compiace di quell’attività mentale che risolve . Trae piacere anche dalle occupazioni più banali,
purché impegnino i suoi talenti. È appassionato di enigmi, di rebus, di geroglifici, facendo mostra
nel risolverli di un acumen che a un’intelligenza comune appare soprannaturale. I risultati cui
perviene, dedotti dall’anima stessa, dall’essenza del metodo, hanno, in verità, tutta l’aria
dell’intuizione. La capacità di risolvere è probabilmente potenziata dallo studio dellamatematica e
soprattutto del ramo più nobile di essa che impropriamente, e solo a causa delle sue operazioni a
ritroso, è stato denominato analisi, quasi lo fosse par excellence.Eppure calcolare non è di per sé
analizzare. Un giocatore di scacchi, ad esempio, calcola, senza ricorrere all’analisi. Ne consegue che
il gioco degli scacchi, per quanto concerne il suo effetto sull’abito mentale, è completamente
frainteso. Non sto scrivendo un trattato, ma semplicemente premettendo alcune osservazioni fatte
un po’ a casaccio a una narrazione piuttosto singolare; colgo pertanto l’occasione per sostenere che
le facoltà superiori dell’intelletto riflessivo vengono messe alla prova più decisamente e con
maggiore utilità dal più modesto gioco della dama che dall’elaborata vacuità degli scacchi. In
quest’ultimo gioco, dove i pezzi hanno movimenti diversi e «bizzarri», secondo valori vari e
variabili, quanto è solo complicato passa (errore tutt’altro che insolito) per profondo. Vi si esige
un’attenzione davvero straordinaria. Ove essa si allenti per un attimo, ne conseguirà una svista
comportante un danno o una sconfitta. Poiché le mosse possibili non sono solo molteplici, ma anche
complesse, le occasioni per simili sviste si moltiplicano, e nove volte su dieci chi vince non è il
giocatore più sottile, ma quello capace di maggior concentrazione.

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LA LETTERA RUBATA

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golemcuccia

 
Nil sapientiae odiosius acumine nimio.
Seneca
Nel 18… ero a Parigi. Dopo una triste e tempestosa serata autunnale, potevo godere la
doppia voluttà d’un meditativo raccoglimento e d’una pipa di schiuma, in compagnia del mio amico
C. Auguste Dupin, nella sua piccola biblioteca – che fungeva anche da studio – al terzo piano del
numero 33 della via Dunôt al Faubourg Saint- Germain. Durante un’ora intera restammo in silenzio,
per modo che ciascuno di noi – , al prim o venuto, sarebbe apparso profondamente ed esclusivamente
compreso delle arricciolate anella di fumo che volteggiavano per la stanza. Per quel che riguardava
me, ero immerso a discutere meco stesso attorno a certi punti ch’erano stati oggetto, nella prima
parte della serata, della nostra conversazione: voglio dire dell’affare della via Morgue e del mistero
relativo all’assassinio di Marie Rogêt. Cercavo di connetter tra loro le coincidenze che potevano
riscontrarsi in quei due casi, allorché la porta del no stro appartamento fu aperta e apparve, nel vano,
la vecchia conoscenza di Monsieur G., prefetto della polizia parigina.
Gli demmo cordialmente il benvenuto, dal momento che, ai suoi lati negativi, facevano pure
contrasto alcune positive qualità e, del resto, non lo vedevamo da più di qualche anno. Poiché
eravamo seduti al buio, Dupin si levò nell’intento di accendere una lampada: e nondimeno tornò a
sedere senza aver compiuta quell’operazione, avendo inteso da Monsieur G. ch’egli era venuto a
consultarci, o meglio a chiedere l’opinione del mio amico, circa un affare che gli aveva causato
increscioso imbarazzo.
«Ove si tratti d’un caso che richieda della riflessione», osservò Dupin, astenendosi in quel
punto dall’accendere la calza, «sarà per noi più conven iente procedere nel nostro esame al buio».
«Ecco ancora una delle vostre bizzarre trovate», disse il prefetto, il quale aveva la mania di
chiamare bizzarre tutte le cose al di fuori delle sue capacità di comprendere, e che si trovava in tal
modo a vivere in mezzo a una immensa legione di bizzarrie.
«È proprio così», disse Dupin porgendo una pipa al nostro visitatore e spingendo verso di lui
una comoda poltrona.
«Qual è dunque questo caso imbarazzante?», chiesi io, a questo punto. «Spero bene che non
si t ratti, anche questa volta, d’un assassinio».
«Oh, no! Nulla di simile. È un fatto che questo nuovo affare si presenta d’una estrema
semplicità. Ed io non metto in dubbio che sapremmo cavarcela da noi, stessi. Se sono accorso a
raccontarlo a Dupin è solo perché egli non potrà far di meno che interessarsi, appunto, alla sua
bizzarria».

 

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Ho tolto il dito By Zelcor

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logopenny

Non credo di aver parole.

Ho la pelle d’oca. E non e servito il buio,la notte e tante parole per spanventare.

Mi e bastato il video. E un tocco di classe di terrore.

Sono bravi ogni oltre cosa.

Sanno far spaventare.

Sono mitici

Sono grandiosi

ZELCOR YOUTUBE

visitate il canale!!!!!!!

Guardate che spettacolo questo video!!!!

SE AMATE LA PAURA,QUESTO VIDEO NON POTRA SFUGGIRVI….

 

 

 

Carnivàle s 01 e 02 ” Ombre dal passato “

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Riassunto della Puntata :

Jonesy incarica Ben di pulire il fantomatico carro dei bagagli. Al suo interno, il ragazzo trova una vecchia foto della madre. Poi, Sofie cerca di convincerlo di nuovo a parlare con Apollonia. In piena notte, la donna inferma si alza dal suo letto e avvicina Ben. Padre Justin Crowe costringe il signor Templeton a donare il suo locale di prostitute alla chiesa per farne un ricovero per i più poveri.

 

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Carnivàle s 01 e 01 ” Il dono “

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Riassunto della Puntata :

Dopo la morte della madre, il diciottenne Ben Hawkins decide di unirsi alla carovana di un luna park ambulante e ai suoi personaggi weird. Tra questi c’è l’indovina Sofie che gli legge i tarocchi facendo affiorare al ragazzo alcuni episodi del suo passato. Intanto nella piccola e lontana cittadina di Mintern un predicatore di nome Padre Justin assiste personalmente a strani fenomeni.

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