BAD MILO

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CAPITAN

Un grande e simpatico amico,si aggiunge alle mie cerchie!

Vi e mai capitato di guardare il film “BAD MILO“?

Film del 2013 scritto da Jacob Vaughan,non troppo conosciuto. Ma se puntate a un animaletto “domestico” non troppo NORMALE…. Direi che è perfetto!

Se avete disturbi intestinali,FATE ATTENZIONE,magari nel vostro ano si nasconde un simpatico folletto dalle manie omicide,che come un fedele amico ,vi protegge da infidi figuri che vi fanno girare le scatole e vi minacciano!

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La morte bussa alla porta : Lo Strangolatore di Boston PRIMA PARTE

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LOGOFREDDY

Un folle si aggira per Boston.

Penetra negli appartamenti dove vivono donne sole e le strangola dopo averle violentate. Un incubo atroce che sconvolge un’intera città per più di un anno. Una storia terrificante con un finale ricco di interrogativi.
Il cadavere di una donna abbandonato in mezzo a una stanza in disordine in una posizione oscena, con una macabra regia che può scaturire solo da una mente devastata dalla follia. La poveretta è stata denudata, percossa selvaggiamente, violentata, seviziata nei modi più aberranti e infine strangolata. Una scena allucinante che si ripeterà per tredici volte nell’arco di un anno e mezzo. La vittima più giovane ha diciannove annI, la più anziana ottantacinque. Il maniaco omicida sembra colpire a casaccio,
usando sempre la stessa tecnica, lo stesso orribile rituale. La ferocia e la brutalità del ‘mostro’ sembrano non avere limiti. Le sue imprese fanno precipitare tutti gli abitanti di una metropoli in un abisso di terrore.

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La morte bussa alla porta : Lo Strangolatore di Boston SECONDA PARTE

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LOGOFREDDY

 

L’8 settembre 1963, il folle si sposta a Salem per colpire di nuovo. Uccide una donna di cinquantotto anni, ma talmente giovanile e in forma che stava per sposarsi per la seconda volta (era divorziata dal primo marito) con il quarantenne figlio di una vicina di casa. Anche per lei, stesso rituale. Evelyn Corbin, questo il nome della vittima, suonava il pianoforte; negli ultimi giorni si era recata a trovare degli amici in clinica. È il nono caso di strangolamento. Seguono quelli di Joann Graff e di Mary Sullivan, di cui abbiamo parlato all’inizio.

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il vice procuratore John Bottomly, posto a capo del dipartimento speciale istituito allo scopo di cercare i collegamenti tra tutti i casi di strangolamento rimasti insoluti avvenuti a Boston e dintorni dal 1962.

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Marilyn Monroe : Quando cade una stella (Suicidio o Omicidio?) PARTE 1

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LOGOFREDDY

La diva più amata e famosa del mondo morta in circostanze misteriose. Suicidio o avvelenamento accidentale da barbiturici, dice la polizia. Ma c’è chi parla di omicidio…
Un corpo nudo, composto, abbandonato a faccia in giù sul letto, una bottiglietta di sonnifero vuota sul comodino, molti altri flaconi di sedativi vari sparsi un po’ per tutta la casa, nessun segno di violenza apparente, nessun messaggio. Un cadavere come tanti altri, una donna che come tante altre ha posto fine ai suoi giorni ricorrendo a una dose eccessiva di barbiturici e come tante altre si è decisa al gran passo nella notte tra il sabato e la domenica; le statistiche americane informano che il week-end sembra un momento particolarmente propizio alle morti sospette o comunque non dovute a cause naturali. Così i poliziotti di guardia nel distretto ovest di Los Angeles tra la sera di sabato 4 agosto 1962 e la mattina della domenica non dovevano aspettarsi di certo una notte tranquilla. Ma quello che il sergente Jack Clemmons non poteva prevedere era che quella notte sarebbe stato coinvolto nelle indagini su uno dei casi più clamorosi del secolo: la morte di Marilyn Monroe.
Suicidio o ‘incidente’ dicono i medici legali e conferma l’inchiesta della magistratura, ma il sergente Clemmons non è d’accordo, troppi indizi non lo convincono: per lui si tratta di omicidio. Un’affermazione grave, che procurerà a Clemmons non pochi guai, ma anche la prima delle voci che si levano per confutare il verdetto ufficiale. Dopo i sospetti di Clemmons, altre accuse più pesanti e inquietanti turberanno l’opinione pubblica. Vengono tirati in ballo il presidente degli Stati Uniti, John Kennedy, e suo fratello Bob, la CIA, l’FBI, la mafia, i servizi segreti di vari paesi, l’anonima omicidi, altre associazioni misteriose che sembrano appartenere più al mondo di James Bond che alla realtà. L’immagine della povera Marilyn viene così proiettata in una dimensione allucinante di segreti di stato, ricatti, lotta per il potere, in un carosello infernale di rivelazioni, smentite, confessioni, ritrattazioni che sembra creato apposta per nascondere la verità. Ma cosa ha a che fare con tutto questo l’affascinante bionda di Niagara, il più sconvolgente simbolo del sesso mai apparso sugli schermi? Quale terribile segreto si nascondeva nella sua vita?

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Marilyn Monroe : Quando cade una stella (Suicidio o Omicidio?) PARTE 2

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LOGOFREDDY

 

La bella e il campione
Secondo la tesi più accreditata Marilyn era all’oscuro di tutto; obbedendo ancora una volta al suo cliché di ‘oca giuliva’, sottoscrisse quanto i suoi agenti avevano preparato: un contratto come un altro. Altri invece, come il regista Joshua Logan, sostengono che l’attrice sapeva benissimo cosa stava facendo e si rendeva perfettamente conto che un matrimonio del genere le sarebbe stato ‘utile’. Comunque
siano andate le cose la ‘bomba sexy’ e il ‘dio degli stadi di baseball’ si incontrano sul set di Gli uomini preferiscono le bionde. Fu la rivista Confidential a dare per prima la notizia pubblicando in esclusiva la foto dei due ‘fidanzati’ teneramente abbracciati e suscitando in tutta l’America l’ondata di emozione prevista a tavolino dagli agenti pubblicitari.

Marilyn Monroe   (21)

Una foto da ‘pin-up’. A sedici anni le sue misure erano: 96 di seno, 71 di vita e 95 di fiinchi. Si ossigenava i capelli e portava solo abiti attillati.

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SNOWPIECER Visto dagli occhi di un Felino

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rami logo

MioMare! Già pare una marca scadente di tonno,andato a male oltretutto!

Ebbene si! sono io RAMSES,il gatto famelico che vuole raccontare dal suo punto di vista un altro filmone! Anche se in untermezzo mi e capitata la puntata dei Griffin,dove i due tentano di avere un altro figlio e la mia passione non ha fatto che scemare!

Ma tenterò di farcela lo stesso,tra uno spulciamento e l’altro!

Vabbe a parte gli incovenevoli,sono incappato in un gelido film,SNOWPIECER ,non proprio horror,con qualche cadaverino ,estinzioni,cattiveria umana,sniffatori di spazzatura,esplosioni ecc. Tutto condito da un pseudo GALAXY EXPRESS

Per chi volesse continuare e non abbia mai visto questa cozza (perla suonava esagerato),sappia che e un MICIOSPOILER. Ovviamente sempre visto dal punto di vista di un gatto che guarda la tv insieme agli umani,dal letto!

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I mercanti di morte di Edimburgo

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LOGOFREDDY

Figure spettrali in un cimitero. Coperti da un mantello nero si fanno strada tra le tombe alla ricerca di qualcosa. Sulle spalle una vanga, in mano una lanterna con la quale tentano di fugare l’oscurità della notte e la nebbia. Sono ladri di cadaveri. Frugano nel camposanto fino che non trovano una tomba scavata di fresco. Hanno bisogno di salme in buone condizioni per poterle vendere ai medici e agli studenti che operano nelle sale di anatomia. Il corpo dissepolto viene gettato su una carretta e nella stessa notte finisce nel laboratorio di uno scienziato che pur di poter compiere le sue ricerche non guarda tanto per il sottile. Tanto da non fare obiezioni se, a partire da una certa data, gli vengono portati solo cadaveri di assassinati.
Rubare i morti nei cimiteri è diventata un’impresa troppo difficile e pericolosa: la concorrenza aumenta di giorno in giorno ed è spietata. Nasce così l’idea di incrementare il commercio dei cadaveri ‘fabbricandoli’. Vagabondi, mendicanti, anziane prostitute, vecchi senza nessuno al mondo che passano il loro tempo frugando fra i rifiuti:
queste le vittime più indicate. Facili da adescare (può bastare un tozzo di pane o la promessa di un bicchiere di gin), facili da uccidere: deboli come sono per l’età e gli stenti non possono certo offrire una grande resistenza.

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DIAMO IL BENVENUTO A….DARYL URBEX !

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URBEX

E un pessimo giorno,per presentare un nostro caro amico!

DARYL URBEX

Non sapete chi è?

Ve lo dico io! Daryl e un fantastico fotografo professionista che ama fotografare luoghi abbandonati (ma anche molto altro!),le sue foto sono da lasciare senza fiato! Quindi dedico a lui e ai suoi capolavori,una sezione dedicata!

Quindi dò un caloroso benvenuto a lui,nella famiglia di Ziotibia.it!

VISITATE ANCHE IL SUO SITO!

Inizio a mostrarvi,le foto da lui fatte,di un castello abbandonato,che amo particolarmente!

 

DARYL URBEX 5

 

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La Chiesa di Satana By Daryl Urbex

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URBEX

Per ingolosirvi,ecco delle fantastiche foto … Nella chiesetta,esiste la cripta… E nella cripta… SORPRESA!

L’ Esplorazione Urbana è un modo per diventare degli archeologi del mondo presente, riscoprire quei luoghi dove non ‘è concepito entrare’.
Adoro fotografare perchè in quell’ attimo devi decidere tutto, se perdi quel momento è finita per sempre. DARYL

Buona visione!

IL SITO DI DARYL!

daryl urbex 2 1

 
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LA ROMANZESCA STORIA DI CERTI VECCHI VESTITI

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golemcuccia

Verso la metà del XVIII secolo viveva nella colonia del Massachusetts una
gentildonna vedova, madre di tre figlioli, che rispondeva al nome di Veronica
Wingrave. Era rimasta vedova ancor giovane e si era dedicata interamente ai figli.
Questi crescevano in modo da compensarla delle sue tenere cure e da esaudire le sue
più rosee speranze. Il primogenito era un maschio al quale era stato imposto il nome
del padre, Bernard. Le altre due erano femmine, nate a tre anni di distanza l’una
dall’altra. La bellezza era una tradizione di famiglia, né pareva che questi giovani
volessero consentirle d’estinguersi. Il ragazzo aveva quella costituzione bionda e
rosea e quella struttura atletica che, allora come oggi, è segno di puro sangue inglese:
era un giovinetto spontaneo, affettuoso, un figlio e un fratello ideale, un amico fedele.
Intelligente, però non lo era: le doti di spirito della famiglia erano toccate in sorte
soprattutto alle sorelle. Mr Wingrave era stato un appassionato lettore di Shakespeare
in un’epoca in cui tale occupazione era, più che non sia oggi, indizio di una mente
perspicace, e in un ambiente nel quale esprimersi in favore del dramma richiedeva
una buona dose di coraggio persino in privato; e aveva desiderato testimoniare la sua
ammirazione per il grande poeta chiamando le figlie con nomi tolti dai suoi lavori
preferiti. Alla maggiore aveva imposto quello affascinante di Rosalind, mentre la
minore l’aveva chiamata col nome più serio di Perdita, in memoria della bambina nata
fra l’una e l’altra e vissuta solo poche settimane.

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