Marilyn Monroe : Quando cade una stella (Suicidio o Omicidio?) PARTE 2

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La bella e il campione
Secondo la tesi più accreditata Marilyn era all’oscuro di tutto; obbedendo ancora una volta al suo cliché di ‘oca giuliva’, sottoscrisse quanto i suoi agenti avevano preparato: un contratto come un altro. Altri invece, come il regista Joshua Logan, sostengono che l’attrice sapeva benissimo cosa stava facendo e si rendeva perfettamente conto che un matrimonio del genere le sarebbe stato ‘utile’. Comunque
siano andate le cose la ‘bomba sexy’ e il ‘dio degli stadi di baseball’ si incontrano sul set di Gli uomini preferiscono le bionde. Fu la rivista Confidential a dare per prima la notizia pubblicando in esclusiva la foto dei due ‘fidanzati’ teneramente abbracciati e suscitando in tutta l’America l’ondata di emozione prevista a tavolino dagli agenti pubblicitari.

Marilyn Monroe   (21)

Una foto da ‘pin-up’. A sedici anni le sue misure erano: 96 di seno, 71 di vita e 95 di fiinchi. Si ossigenava i capelli e portava solo abiti attillati.

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I mercanti di morte di Edimburgo

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Figure spettrali in un cimitero. Coperti da un mantello nero si fanno strada tra le tombe alla ricerca di qualcosa. Sulle spalle una vanga, in mano una lanterna con la quale tentano di fugare l’oscurità della notte e la nebbia. Sono ladri di cadaveri. Frugano nel camposanto fino che non trovano una tomba scavata di fresco. Hanno bisogno di salme in buone condizioni per poterle vendere ai medici e agli studenti che operano nelle sale di anatomia. Il corpo dissepolto viene gettato su una carretta e nella stessa notte finisce nel laboratorio di uno scienziato che pur di poter compiere le sue ricerche non guarda tanto per il sottile. Tanto da non fare obiezioni se, a partire da una certa data, gli vengono portati solo cadaveri di assassinati.
Rubare i morti nei cimiteri è diventata un’impresa troppo difficile e pericolosa: la concorrenza aumenta di giorno in giorno ed è spietata. Nasce così l’idea di incrementare il commercio dei cadaveri ‘fabbricandoli’. Vagabondi, mendicanti, anziane prostitute, vecchi senza nessuno al mondo che passano il loro tempo frugando fra i rifiuti:
queste le vittime più indicate. Facili da adescare (può bastare un tozzo di pane o la promessa di un bicchiere di gin), facili da uccidere: deboli come sono per l’età e gli stenti non possono certo offrire una grande resistenza.

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Cesare, Lucrezia e il santo padre – PRIMA PARTE

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Cinquanta cortigiane nude si rincorrono camminando carponi facendo una sorta di slalom intorno a una fila di candelieri posti sul pavimento: una gara alquanto insolita e piccante.. Lo è ancora di più se si pensa che alla singolare scenetta assistono divertiti un papa e due dei suoi numerosi figli. Il pontefice è Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, i due figli sono Cesare e Lucrezia. La notizia è riportata da un cronista dell’epoca che, scrivendo oltre, aggiunge nuovi sconcertanti particolari. Se dobbiamo prestargli fede, la conclusione della serata fu tale da far apparire la corsa delle cortigiane un innocente giochetto tra educande. Sono racconti come questo — ma c’è di molto peggio — che hanno gettato addosso ai Borgia una coltre di fango difficile da rimuovere anche a distanza di cinque secoli. Orge, omicidi, rapporti incestuosi tra padre e figlia, tra fratello e sorella, intrighi, tradimenti, torture, crudeltà di ogni genere, depravazioni per tutti i gusti: nella storia è difficile trovare una casata sulla quale siano state scagliate tante accuse. E non solo dai contemporanei. La storiografia successiva ha tenuto viva nei secoli la fama di turpitudine dei Borgia aggiungendo sempre nuovi particolari alle loro infamie. Oggi però si tende a ritenere che molte delle accuse loro rivolte siano false o quanto meno esagerate. Anzi c’è chi, a furia di cercare attenuanti e nello sforzo di ristabilire una verità storica troppo a lungo alterata, giunge addirittura a negare tutte le voci corse sul loro conto, incorrendo in incauti tentativi di riabilitazione che, francamente, sembrano altrettanto eccessivi.
In realtà non ci sono prove certe delle malefatte dei Borgia. Ci sono i pettegolezzi raccolti nelle corti europee e nella stessa Roma, ci sono i racconti dei cronisti, ci sono mucchi di lettere ma sulla loro attendibilità è lecito avanzare qualche dubbio. Così l’interrogativo rimane: Alessandro VI, Cesare e Lucrezia Borgia erano veramente dei mostri?

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Cesare, Lucrezia e il santo padre – SECONDA PARTE

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Un misterioso assassinio

Mentre la voce dei torbidi rapporti tra i Borgia aveva indotto Lucrezia a rinchiudersi nel monastero di San Sisto, sulla Via Ai5pia, un’altra notizia sconvolse Roma: l’assassinio di Giovanni Borgia, duca di Gandia, da poco nominato capitano generale delle milizie pontificie. Tra il popolo si sparse subito la notizia che a ucciderlo era stato il fratello Cesare per strappargli la carica. Un’altra calunnia, probabilmente, ma anche a questa molti prestarono fede e aumentò l’orrore che ormai il nome dei Borgia suscitava ovunque.
Il fatto avvenne nella notte tra il 14 e il 15 giugno 1497. I due fratelli erano stati invitati a cena dalla madre. La tavola era stata apparecchiata nel giardino della villa che Vannozza possedeva nei pressi di San Pietro in Vincoli. Oltre a Giovanni e a Cesare erano presenti il loro fratello Goffredo principe di Squillace con la moglie Sancia, il cardinale Francesco Borgia, figlio di Callisto III, don Rodrigo Borgia, capitano del palazzo apostolico, e don Alfonso, nipote di Alessandro VI. La serata si svolse nel modo più piacevole ma fu turbata, anche se solo per qualche istante, dall’apparizione di un misterioso individuo mascherato che bisbigliò qualcosa all’orecchio del duca di Gandia. A tarda ora la comitiva si sciolse.

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Il Veliero senza Equipaggio

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Il brigantino ‘Mary Celeste’ solca le onde dell’ Atlantico a vele spiegate. Ma sulla nave non c’è nessuno. Le dieci persone che erano a bordo sono sparite nel nulla senza lasciare traccia. Che fine hanno fatto? E uno dei tanti misteri del mare, destinato a rinverdire la leggenda del famoso ‘Olandese Volante’. Un caso che appassiona e commuove suscitando interrogativi e polemiche senza fine.

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