Enciclopedia di Beetlejuice : APPARIZIONE

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La comparsa soprannaturale di una persona o di un animale morti o di una persona viva troppo distante dal raggio di normale percezione dell’osservatore. Pertanto, è la visione reale di qualcuno, o anche qualcosa, al di fuori delle riconosciute leggi della fisica.
Bisogna innanzitutto precisare che le apparizioni di natura mistica
appartengono più al campo della teologia che a quella della parapsicologia .
Le apparizioni tout court devono essere distinte dalle visioni: le prime sono oggettive ed hanno dimensioni spazio-temporali; le seconde sono quasi sempre soggettive ed hanno origine nella mente della persona, non avendo un riscontro nella realtà.
Le apparizioni non sono comuni e di solito avvengono una sola volta; nel caso di ripetuti fenomeni siamo di fronte a dei fantasmi (come tali, infatti, le apparizioni sono catalogate nello spiritismo). Tuttavia, contrariamente a quanto si possa credere, la maggior parte delle apparizioni riguardano i vivi e non i morti, a meno che non si tratti di morti recentissimi, deceduti al momento stesso dell’apparizione.
L’apparizione abituale si ha quando la stessa figura si manifesta più volte nello stesso luogo anche se non sempre nella stessa ora della giornata.


Questo fenomeno è allo studio sin dalla fine dell’ottocento ma, nonostante si siano esaminati e catalogati migliaia di casi, ben poco ancora se ne sa veramente. Di li dai risultati delle ricerche, si è convenuto di adottare il termine di “agente” riferito alla persona di cui si ha l’apparizione e “percettore” per chi riesce a vedere l’apparizione.
Quali sono le caratteristiche delle apparizioni? Innanzitutto, esse vanno distinte tra “apparizioni soggettive” ed “apparizioni oggettive”. Le prime, che potrebbero pure essere reali, sono quelle che non possono essere verificate e confermate o quando sono percepite da una sola persona che, tra l’altro, potrebbe trovarsi in uno stato psichico patologico che induce ad allucinazioni, suggestioni, ecc., indotte anche da assunzioni di psicofarmaci. Le seconde, al contrario, sono quelle confermate da altri testimoni e verificate mediante strumenti fotografici poiché in grado di occupare uno spazio modificandolo fisicamente.
Riguardo alle apparizioni ogni civiltà ha le sue credenze storico-cuiturali, che di solito attengono alle diverse religioni o mitologie folcloriche.
Nell’antichità gli Ebrei, gli Egiziani, i Greci e i Romani credevano che le anime dei defunti potessero tornare per tormentare i vivi (vedi Plinio il Giovane a proposito del fantasma di Atenodoro).
Durante il Medioevo si credeva ad ogni forma di apparizione (dèmoni, vampiri e creature spettrali), che in un certo la Chiesa ha manipolato insegnando che i fantasmi fossero anime del purgatorio in attesa di espiare i propri peccati.
Continuando questo excursus storico conviene ricordare che mentre nell’Europa del XVII secolo si era fermamente convinti del molo socia- le delle apparizioni dei morti come consiglieri, aiuti e rimproveri, la credenza nei fantasmi decadde alquanto negli ambienti colti durante l’età Romantica per poi tornare in auge nel secolo successivo con lo spiritismo, che ha divulgato la sopravvivenza dopo la morte e il contatto medianico con i defunti.
Nella religione cristiana, le apparizioni di figure religiose, quali angeli, santi, la Vergine Maria e Gesù sono sacre apparizioni mistiche volute da Dio, mentre secondo la Bibbia tutte le altre apparizioni, compresi gli spiriti dei defunti, sono inganni creati da Satana o altri dèmoni allo scopo di confondere o indurre in tentazione la gente.
Secondo le più diffuse tradizioni folcloristiche, le apparizioni sarebbero spiriti dei morti che, a causa di una colpa o di una tragedia, sono condannati a infestare il mondo dei vivi. A tale ambito appartengono alcuni miti quali l”Olandese Volante”, il “Viaggiatore-fantasma”, l”Autostoppista-fantasma” . Ma, tranne le apparizioni religiose, tutte le altre di solito sono temute nella cultura cristiana occidentale.
Periodiche indagini sul fenomeno delle apparizioni, svolte dalla fine dell’Ottocento fino agli ultimi decenni del secolo scorso, hanno riportato quanto esso sia sperimentato presso una percentuale degli intervistati che è andata man mano crescendo negli anni, forse perché, mutando mentalità e atteggiamenti, le esperienze paranormali sono risultate meno sconvolgenti e più facili da ammettere.
Analizzando le apparizioni veridiche, vale a dire quelle verificate da fatti circostanziati e conferme, gli studiosi di parapsicologia tendono a
classificarle in diverse categorie:
Apparizioni di crisi: si hanno in un momento di grave crisi dell’agente, soprattutto la morte. Di solito si manifestano alle persone con cui esso ha stretti legami affettivi (con preferenza per quelli dotati di facoltà medianiche) per comunicare generalmente che l’agente è morto o sta per morire e si hanno sia in visioni ad occhi aperti che in sogno. Questa tipologia ricorre spesso in periodi di guerra quando, ovviamente, sono frequenti le esperienze traumatiche o i rischi di morte in atto anche a distanza notevole dall’apparizione. Si ritiene che quest’apparizione si verifica nell’istante esatto in cui si verifica l’episodio traumatico: il soggetto, o agente (che può essere un soldato durante una battaglia, o qualcuno nel corso di un grave incidente automobilistico) pensa intensamente ad una persona cara (per esempio la madre o la moglie) invocandola mentalmente o, addirittura, chiamandola per nome. In casi simili si può parlare di fantasmi di viventi.
Apparizioni dei defunti: di solito appaiono per consolare chi è in lutto per dare informazioni che riguardano la proprietà o una faccenda non portata a termine dal defunto. Tra i casi più illustri, dopo la sua morte, Dante sarebbe apparso a suo figlio per guidarlo laddove erano stati da lui custoditi segretamente gli ultimi Canti della Divina Commedia di cui il figlio non era al corrente. Tali apparizioni possono avvenire dopo anni dalla morte in momenti di crisi.
Apparizioni collettive: sono quelle viste da più persone contemporaneamente e corrispondono a circa un terzo del totale dei casi registrati. Talvolta tra i testimoni sono compresi anche animali che hanno delle reazioni visibili all’apparizione: per esempio, un cane può mettersi ad uggiolare e andare a nascondersi, un gatto fa la gobba.
Apparizioni reciproche: apparizioni di viventi in cui sia l’agente che il percettore si vedono l’un l’altro. Capita soprattutto quando l’agente ha un fortissimo desiderio di vedere il percettore — dovuto a solitudine, desiderio ardente, amore o preoccupazione — per cui si trova improvvisamente trasportato in presenza del percettore, che a sua volta osserva l’altro. Una possibile spiegazione è che l’agente si proietti in una “esperienza extra-corporea”.
Apparizioni in punto di morte: talvolta i moribondi, poco prima della dipartita, riferiscono di vedere esseri angelici, figure religiose, luminosità e cari defunti, apparizioni confermate occasionalmente da chi sta assistendo il moribondo (vedi Visioni, in punto di morte). In diversi casi all’apparizione si accompagna anche un fenomeno di chiarudienza vedendo la figura si ode un messaggio per telepatia. Mia prima categoria, ad esempio, appartengono tutti i casi di fantasmi che appaiono per annunciare la morte appena imminente o contemporanea al momento dell’apparizione stessa. In questo campo la letteratura del paranormale è ricca d’episodi di personaggi illustri della storia passata o di persone comuni a noi più o meno contemporanee .
Il fenomeno paranormale delle cosiddette “apparizioni di crisi” travalica i confini della vecchia Europa fino ad estendersi agli Stati Uniti, dove è abbondantemente documentato in un testo pubblicato nel 1969 a New York con il titolo The Meaning of Death (“Il Significato della Morte”) Secondo Hornell Hart, che ha studiato soprattutto le “apparizioni in punto di morte”, alcune sembrano reali e corporee, con forme definite e, quindi, non facilmente distinguibili dai corpi fisici; altre sono sfocate, trasparenti, vaghe e mal definite; altre sono poco più che bagliori, globuli o macchie di luce. Sono fluide e comunicano verbalmente o telepaticamente. Quando si rendono riconoscibili e vogliono comunicare, si limitano a trasmettere un messaggio limitato ad una frase essenziale, ad un concetto sintetico. Altre apparizioni sono accompagnate da suoni, rumori, odori, sensazioni di freddo e movimenti di oggetti reali nell’ambiente del percettore. Nel tentativo di toccare l’apparizione, o le mani l’attraversano oppure si ha al tatto la sensazione di tessuto inconsistente.
Nella stragrande maggioranza dei casi, sembra che le apparizioni avvengano per uno scopo: comunicare una crisi dell’agente (di solito un grave pericolo o la morte imminente); confortare i sopravvissuti dopo la sua morte; trasmettere utili informazioni. Apparizioni ossessive sembrano avere forti legami emotivi con un determinato luogo, dove forse ha avuto luogo una morte violenta o improvvisa; alcune di esse possono essere spiriti legati ancora alle cose terrene che sono bloccati da attività non completate in vita .
Alcuni studiosi della materia credono che talune apparizioni siano dotate di intelligenza che permette di comunicare a livello di medium; nei casi in cui ciò non avvenga è ipotizzabile che l’apparizione sia semplicemente la registrazione psichica di un evento.
Se si manifestano in forma corporea “realistica”, le apparizioni sono abbigliate normalmente e caratterizzate da oggetti usuali. In tutti i casi, esse appaiono e scompaiono improvvisamente e talvolta svaniscono appena; attraversano pareti e oggetti, si muovono in giro, possono proiettare ombre ed essere riflesse nello specchio; alcune possono avere movimenti limitati e marionettistici quali richiamare l’attenzione verso una ferita sul corpo spettrale, mentre altre sono più fluide e persino comunicano visibilmente.
Le teorie formulate attorno alle apparizioni fanno capo a due principali scuole di pensiero:

— le apparizioni non sono che allucinazioni (in senso parapsicologico e non psichiatrico), un fenomeno medianico mentale senza realtà fisica, prodotto dai defunti come mezzo di contatto ultraterreno con i Vivi; tale fenomeno viene poi proiettato inconsciamente dalla mente del percettore, emotivamente stimolato (specie in seguito ad un e- vento drammatico, quale può essere la morte improvvisa di una persona cara), in forma d’immagine, più o meno come avviene quando si sogna. [Ma questa teoria spiritistica non spiegherebbe le apparizioni collettive che vengono percepite da diverse angolazioni e per particolari differenti];
— le apparizioni consistono in un “centro fantasmogenico”, cioè un insieme di energie che vengono diffuse da un agente con tale forza da modificare lo spazio del percettore; tale teoria, riconducibile allo spiritismo scientifico, spiegherebbe perché le apparizioni, valutabili in senso psicodinamico, si manifestano alla persona più fisicamente sensitiva.
Le altre ipotesi che si sono man mano formulate interpretano le apparizioni come:
— modelli d’idea o immagini eteree prodotte dal subconscio dei vivi;
— corpi astrali o eterei dell’agente;
— un amalgama di modelli di personalità che in caso d’infestazione di fantasmi sono tragici eventi bloccati nell’etere o nel campo medianico di un dato luogo e che sono più o meno inconsciamente materializzati dalle energie psichiche del medium;
— personaggi o mezzi di propagazione attraverso cui la coscienza dell’ Io pensante può assumere una forma temporaneamente visibile e agire; tali personaggi possono rappresentare o i vivi o i defunti;
— residui psichici sopravvissuti dopo la morte in grado di manifestarsi, in determinate condizioni, ad alcune persone particolarmente ricettive;
— allucinazioni create durante il sogno unitamente a fenomeni di chiaroveggenza, precognizione, retrocognizione;
— pensieri prodotti dall’inconscio, specie in personalità dissociate;
— espressione di bisogni inconsci dell’individuo, proiezioni manifeste di irrisolti sensi di colpa o espressione di un desiderio inconscio; in altre parole, qualcuno in un dato momento situazionale e in un dato luogo ha creato nella propria mente un’immagine intensa che viene trasmessa in forma inconscia e telepatica, come avviene alle onde cerebrali di cui è possibile la registrazione mediante l’encefalogramma;
— spiriti dei defunti che possiedono intelligenza e abilità di comunicare con i vivi.
È improbabile che ogni singola teoria possa dare una spiegazione a tutti i casi soggettivi ed oggettivi di apparizione. Può anche darsi che alcune apparizioni vengano create dai vivi o siano, in effetti, semplici allucinazioni mentali (in senso di patologia psichiatrica).
Il legame tra lo stato di sogno e la visione di apparizioni fu stabilito
anche dall’inglese Tyrrell, fisico e matematico (fu allievo di Marconi)
nonché ricercatore medianico, il quale ha parlato di due fasi in un’apparizione:
— inconsapevole esperienza dell’apparizione;
— l’informazione della prima fase passa nella coscienza attraverso i sogni e certe esperienze allucinatorie di sogno ad occhi aperti che somigliano alla cognizione ordinaria.
D’altra parte è ancora controverso se le apparizioni siano animate da una personalità intelligente o che abbiano una qualche fisicità appartenente ad una realtà oggettiva. Altri studiosi di parapsicologia pro- pendono per la teoria secondo cui le apparizioni siano una specie di “registrazione” psichica che poi viene raccolta dai sensitivi. Questo potrebbe significare che le onde cerebrali, se molto intense (come può essere in casi di grave stress o alta tensione emotiva) producono un’immagine (condizione molto comune alla fase REM di chi sta sognando) che può essere vista da chi è telepaticamente ricettivo. Tale immagine, che può essere definita “allucinazione telepatica”, può conservarsi e riproporsi a lungo nello stesso luogo e quindi essere vista da più persone in momenti diversi. A questo riguardo in alcuni ambienti di ricerca spiritica si è adottato il termine di “etere medianico”, una sostanza invisibile su cui sono impressi per sempre tutti gli eventi e che persone capaci di sintonizzarsi riescono a captare e riprodurre. Se l’interpretazione ha una validità, si spiegherebbe il fenomeno di fantasmi che attraversano porte sbarrate e muri, oppure di fantasmi che appaiono in ambienti moderni costruiti su edifici antichi: evidentemente essi furono costruiti dopo che venisse trasmessa l’immagine di quella persona apparsa.
Questa ipotesi coincide con la filosofia mistica orientale nella quale si crede che il cosmo sia permeato di una sostanza (chiamata Akasha nell’Induismo) che assorbe e registra permanentemente tutte le azioni, pensieri, emozioni e desideri dell’individuo.
La teoria dell’etere medianico fornirebbe una possibile spiegazione per le misteriose apparizioni impresse sulla pellicola fotografica (vedi Fotografia degli spiriti). Inoltre, i casi di apparizioni che comunicano informazioni sconosciute al percettore o si adattano ai loro testimoni sarebbero una prova della sopravvivenza dopo la morte (vedi).
Tentando di dare spiegazioni scientifiche del fenomeno di cui sono ancora sconosciute le vere cause, non va dimenticato che quello del cervello umano è un campo ancora da esplorare; pertanto, se da un lato è l’occhio che trasmette stimoli visivi al cervello, dall’altra parte non si esclude che anche il sistema nervoso cerebrale può far pervenire all’occhio e/o all’orecchio delle sensazioni traducibili in immagini/suoni illusori o allucinazioni.
La traduzione di onde elettromagnetiche in immagini sonore va interpretata come apparizione di fantasmi. Oppure non è questo, in fondo, il principio-base del funzionamento del televisore?

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