Enciclopedia di Beetlejuice : APPORTO

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Dal francese “apportei’ che significa “portare”, è un fenomeno di trasporto paranormale di oggetti, e non solo (anche piante e animali vivi), che appaiono alla presenza di un medium come se si fossero formati dall’aria o avessero attraversato la materia; essi sono interpretati come doni dello spirito evocato.
Escludendo gli episodi di evidente truffa, l’apporto si verifica anche in casi di poltergeist.
Tra i più noti esperti di apporto del XIX secolo si ricordano i medium Eusapìa Palladino e Agnes Guppy, che fu lei stessa un apporto durante una seduta spiritica condotta da due suoi pupilli, Frank Herne e Charles Williams nel luglio 1871 al numero 61 di Lamh’s Conduit Street, High Holborn, a Londra. In quell’occasione, per mettere alla prova il potere degli spiriti-guida John e Katie King  per scherzo fu chiesto loro di trasportare Guppy, che era una donna estremamente grossa. Nel giro di tre minuti lei, vestita della sola vestaglia, apparve sbalordita al centro del tavolo con una penna e un’agenda in mano. Dichiarò che mentre stava scrivendo “cipolle” si era sentita trasportare nell’aria da casa sua, distante tre chilometri, alla velocità di circa 180 km l’ora.


Più recente è l’episodio di cui fu testimone anche sir Conan Doyle:
appena entrata in trance, la medium Catherine Barkel annunciò che i ‘folletti” avevano portato alcuni oggetti di valore che si erano persi su navi naufragate: immediatamente nella sua mano apparvero, una per ogni membro della seduta spiritica, varie pietre preziose che, secondo la stima di un gioielliere cui si era rivolto Doyle, valevano parecchie centinaia di sterline.
Forse gli apporti più strani furono quelli di Charles Baley, pseudonimo di un medium australiano che aveva iniziato la sua cinquantenaria carriera a 18 anni: uccelli vivi con uova nel nido, pesci (tra cui un piccolo squalo), granchi e tartarughe vivi; pianticelle che crescevano in vasi di terracotta; un giornale arabo; un teschio umano; una pelle di leopardo; un enorme pezzo di tappezzeria; tavolette e cilindri di argilla che si dice recassero iscrizioni babilonesi. La procedura di Bailey consisteva nel calarsi in un sacco di tela a doppia cucitura con polsi e collo incatenati. Egli, prima di ciò, veniva ispezionato ma non fu mai spogliato né fu mai possibile fare un test in piena luce. Secondo gli scettici egli si nascondeva gli apporti addosso o nei tacchi vuoti dei suoi enormi stivali e li estraeva attraverso un foro celato nel sacco.
Una volta si scoprì che aveva prodotto delle false materializzazioni:
si trattava di una coppia di uccelli esotici, in realtà comprati da un commerciante del posto che lo aveva perfino riconosciuto. Bailey replicò che il tizio era uno scagnozzo al soldo della Chiesa cattolica che voleva screditarlo.
Varie sono le teorie riguardo agli apporti: sono portati dagli spiriti da altre dimensioni; sono tratti da altre dimensioni per mezzo della forza di volontà ed energia magnetica del medium; sono oggetti che esistono sulla terra ma che vengono disintegrati dal medium, trasportati e reintegrati in un altro posto. Alcuni mistici, quali i sufiti dell’Islam e gli swami Indù, i santoni e gli avatar (incarnazioni di Dio) dichiarano di poter produrre apporti quali cibo, gioiellerìa, oggetti religiosi e vibuti (cenere sacra).
Scientificamente l’apporto non è stato mai autenticato e su di esso
permangono molti dubbi, essendo alto il quoziente di raggiro scoperto. Alcuni operatori famosi, infatti, sono stati smascherati proprio nella flagranza di compiere quelli che non erano altro che abili giochi di mano. Tuttavia, a mantenere un alone di mistero sul fenomeno,ciò non è mai avvenuto, ad esempio, per Sai Baba dell’India.

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