Enciclopedia di Beetlejuice : La casa infestata di ATENODORO

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Forse è il primo episodio documentato d’infestazione (risalente al I secolo) e appartenente alla classica tradizione di apparizioni spiritiche con il canonico rumore di catene.
In una lettera al suo patrono, Lucias Sura, l’oratore e scrittore latino Plinio il Giovane (61, 62-113 ca.), nipote di Plinio il Vecchio, racconta di una casa ad Atene infestata da un fantasma dall’aspetto misero che soleva apparire trascinando le pesanti catene cui era legato ai polsi e lamentandosi penosamente. Chi si fosse avventurato in quelle mura subiva malattia o perfino morte. Per questo la casa rimase sfitta a lungo, decadendo in rovina.


Nonostante la sua cattiva fama, il filosofo Atenodoro, nato a Tarso e vissuto per un certo periodo ad Atene, la prese in affitto, approfittando delle favorevoli condizioni offerte, non curandosi delle voci. Si dice che la prima notte, mentre egli era intento a scrivere, il fantasma apparve come al solito invitando Atenodoro a seguirlo; questi non si lasciò impressionare protestando che era troppo impegnato nel suo lavoro; ma dietro le rabbiose insistenze volle assecondare lo spirito che lo guidò in giardino e indicò un luogo, dove svanì nel nulla.
Il giorno dopo Atenodoro riferì l’accaduto alle autorità, che fecero scavare in quell’esatto punto del giardino, dove rinvennero lo scheletro di un uomo incatenato. Ai poveri resti fu data degna sepoltura e il luogo purificato. Secondo Plinio, da allora cessarono le apparizioni e la mala sorte in quella casa.
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