La Morrigan,Regina spettrale della guerra

LOGOFREDDY

 

La Morrigan, regina suprema e dea dei Tuatha de Danann, soprintendeva al benessere e ai conflitti di quel popolo fatato contro i Firbolg per il possesso della terra d’Irlanda, I bardi e gli arpisti, che di notte accompagnavano con canti i guerrieri e li aiutavano a riposare dopo dure giornate di cruente battaglie, concepirono il seguente paradosso: la Morrigan non era una dea, bensì una trinità. Era un singolo spirito di grande ferocia, in possesso di almeno tre nomi diversi e di tre identità separate.
Quando con il sangue versato  in battaglia compiva misteriose  magie. veniva chiamata Macha. Il nome Badb le veniva invece attribuito quando si trasformava in un essere gigantesco e prediceva ai
soldati il futuro che li attendeva in battaglia. Era infine conosciuta anche come Neman. l’essere che mutava forma e figura. Tutte e tre erano solite scivolare nel corpo di cornacchie nere per sorvolare i campi di battaglia in attesa di potersi nutrire della carne delle vittime.

 

Sebbene fosse feroce e largamente temuta dagli stessi Tuatha de Danann e dai loro nemici, la trinità impegnava la sua forza sovrumana per volgere le sorti delle battaglie in favore dei Tuatha. I menestrelli amavano ricordare il giorno in cui la Morrigan preparò la sconfitta dei Firbolg con tempeste di fuoco, grandine di rane e torrenti di sangue che trasformarono il terreno in un pantano scivoloso.
Rallentando cosi l’avanzata nemica, la dea permise ai Tuatha di riunire tutte le loro forze, affilare le armi e vincere non solo la battaglia ma anche l’irlanda.


Mietitrice dei campi di battaglia
AI termine di una battaglia. Macha, la dea della guerra, assumeva le sembianze di un corvo nero e guardava i corpi dilaniati che venivano ammucchiati davanti a lei, Quelli dei Tuatha venivano sepolti con tutti gli onori, mentre quelli nemici venivano amputati. Le teste venivano impalate su lance e disposte in cerchio per tributare il dovuto onore alla regina della guerra. Niente la compiaceva in modo più entusiasmante di questo.
Come ammonimento a tutti i nemici della dea, quei trofei, conosciuti come “I Pennoni di Macha”, svettavano in mezzo alle pianure perché tutti potessero vederli, mentre gli uccelli, il vento e la pioggia facevano scempio di loro.

Annunciatrice di calamità
Quando la nebbia del mattino copriva ancora la brughiera, una gigantesca figura femminile si materializzò accanto alla riva del fiume. Le sue gambe, immense colonne di carne, entrarono nel’ l’acqua, e i suoi piedi si posarono sulle grandi pietre poste sul fondo del fiume, mentre la misteriosa figura lentamente si chinava per fare il bucato.
I vestiti che strofinava non erano i suoi. Nelle sue mani immense apparivano piccoli come i vestitì di una bambola o di un neonato; in realtà erano gli indumenti dl soldati che si apprestavano a combattere. La donna, naturalmente, non era una comune lavandaia, bensi la dea Badb, una delle tre personificazioni della divinità Morrigan.
I guerrieri diretti in battaglia tremavano all’idea di incontrarla mentre attraversano un corso d’acqua, poiché il vederla impegnata a lavare i loro vestiti era segno di morte imminente.

 


Signora del dolore
Colei che amava la guerra doveva amare anche la morte e quindi celebrarla in una triste estasi di dolore e lamenti. Alcuni cronisti sostennero che, fra le tre incarnazioni della Morrigan, fu l’elusiva ed enigmatica Neman a ideare l’arte del lamento funebre.
I lamenti rituali costituivano la musica che accompagnava gli spiriti dei morti nella loro dimora eterna. Strappati inizialmente dalla gola di vedove gementi, quei canti divennero prerogativa di un gruppo di corvi neri.
Quando i carri carichi di cadaveri tornavano dai campi di battaglia, i lamenti riempivano l’aria e coprivano l’ululato del vento che soffiava dal mare,
Narra la leggenda che ogni qualvolta i corvi gracchiavano sorvolando i corpi caduti, nella valle echeggiava la voce della dea Morrigan.