La morte bussa alla porta : Lo Strangolatore di Boston PRIMA PARTE

LOGOFREDDY

Un folle si aggira per Boston.

Penetra negli appartamenti dove vivono donne sole e le strangola dopo averle violentate. Un incubo atroce che sconvolge un’intera città per più di un anno. Una storia terrificante con un finale ricco di interrogativi.
Il cadavere di una donna abbandonato in mezzo a una stanza in disordine in una posizione oscena, con una macabra regia che può scaturire solo da una mente devastata dalla follia. La poveretta è stata denudata, percossa selvaggiamente, violentata, seviziata nei modi più aberranti e infine strangolata. Una scena allucinante che si ripeterà per tredici volte nell’arco di un anno e mezzo. La vittima più giovane ha diciannove annI, la più anziana ottantacinque. Il maniaco omicida sembra colpire a casaccio,
usando sempre la stessa tecnica, lo stesso orribile rituale. La ferocia e la brutalità del ‘mostro’ sembrano non avere limiti. Le sue imprese fanno precipitare tutti gli abitanti di una metropoli in un abisso di terrore.

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La morte bussa alla porta : Lo Strangolatore di Boston SECONDA PARTE

LOGOFREDDY

 

L’8 settembre 1963, il folle si sposta a Salem per colpire di nuovo. Uccide una donna di cinquantotto anni, ma talmente giovanile e in forma che stava per sposarsi per la seconda volta (era divorziata dal primo marito) con il quarantenne figlio di una vicina di casa. Anche per lei, stesso rituale. Evelyn Corbin, questo il nome della vittima, suonava il pianoforte; negli ultimi giorni si era recata a trovare degli amici in clinica. È il nono caso di strangolamento. Seguono quelli di Joann Graff e di Mary Sullivan, di cui abbiamo parlato all’inizio.

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il vice procuratore John Bottomly, posto a capo del dipartimento speciale istituito allo scopo di cercare i collegamenti tra tutti i casi di strangolamento rimasti insoluti avvenuti a Boston e dintorni dal 1962.

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