Cesare, Lucrezia e il santo padre – PRIMA PARTE



Cinquanta cortigiane nude si rincorrono camminando carponi facendo una sorta di slalom intorno a una fila di candelieri posti sul pavimento: una gara alquanto insolita e piccante.. Lo e ancora di piu se si pensa che alla singolare scenetta assistono divertiti un papa e due dei suoi numerosi figli. Il pontefice e Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, i due figli sono Cesare e Lucrezia. La notizia e riportata da un cronista dell'epoca che, scrivendo oltre, aggiunge nuovi sconcertanti particolari. Se dobbiamo prestargli fede, la conclusione della serata fu tale da far apparire la corsa delle cortigiane un innocente giochetto tra educande. Sono racconti come questo — ma c'e di molto peggio — che hanno gettato addosso ai Borgia una coltre di fango difficile da rimuovere anche a distanza di cinque secoli. Orge, omicidi, rapporti incestuosi tra padre e figlia, tra fratello e sorella, intrighi, tradimenti, torture, crudelta di ogni genere, depravazioni per tutti i gusti: nella storia e difficile trovare una casata sulla quale siano state scagliate tante accuse. E non solo dai contemporanei. La storiografia successiva ha tenuto viva nei secoli la fama di turpitudine dei Borgia aggiungendo sempre nuovi particolari alle loro infamie. Oggi pero si tende a ritenere che molte delle accuse loro rivolte siano false o quanto meno esagerate. Anzi c'e chi, a furia di cercare attenuanti e nello sforzo di ristabilire una verita storica troppo a lungo alterata, giunge addirittura a negare tutte le voci corse sul loro conto, incorrendo in incauti tentativi di riabilitazione che, francamente, sembrano altrettanto eccessivi.In realta non ci sono prove certe delle malefatte dei Borgia. Ci sono i pettegolezzi raccolti nelle corti europee e nella stessa Roma, ci sono i racconti dei cronisti, ci sono mucchi di lettere ma sulla loro attendibilita e lecito avanzare qualche dubbio. Cosi l'interrogativo rimane: Alessandro VI, Cesare e Lucrezia Borgia erano veramente dei mostri?

Cronaca degli avvenimenti Rodrigo Borgia cinse la tiara nell'estate del 1492 prendendo il nome di Alessandro VI. Comincia con lui l'ascesa folgorante di una casata che lascera nella storia una traccia profonda e inquietante. Venuti da un oscuro feudo spagnolo, i Borgia avevano gia raggiunto la fama con un altro papa, Callisto III, zio di Alessandro VI, ma sara quest'ultimo con i suoi figli a toccare l'apice della grandezza e della genialita tanto nel bene che nel male.

Alessandro VI, in un dipinto di Juan de Juanes. Sebbene quando cinse la tiara, all 'eta di sessant' uno anni, fosse ormai un omaccione corpulento dal volto disfatto,Rodrigo Borgia era stato in gioventu un uomo piacente, elegante e raffinato; qualita che, unite al fascino di una forte personalita, avevano fatto di lui un uomo di successo, e non solo nella vita pubblica. Ebbe numerose avventure galanti, non tutte prive di conseguenze. Cesare e Lucrezia furono il frutto della sua lunga relazione con Vannozza Catanei dalla quale nacquero ben quattro figli.

Cardinale a venticinque anni e prete a trentasette, Rodrigo sali sul soglio di Pietro all'eta di sessantuno anni, dopo un conclave durato solo quattro giorni durante i quali porto dalla sua parte i grandi elettori elargendo cariche e prebende a piene mani, I suoi nemici parlarono subito di corruzione e di simonia ma Alessandro VI non se ne curo come non dava un gran peso alle chiacchiere sulla sua vita privata che a Roma erano oggetto di continue pasquinate e che nelle corti d'Europa divertivano, e a volte scandalizzavano, dame e cavalieri.

Un ritratto di Cesare Borgia conservato al museo di Versailles

Il nuovo papa non era certo uno stinco di santo: amava il lusso, le feste e le donne. Impossibile calcolare il numero delle amanti che gli furono attribuite. Dalla lunga relazione con una di loro, Vannozza Catanei, ebbe quattro figli, due dei quali, Cesare e Lucrezia, destinati a divenire famosi almeno quanto il padre. Non sono i soli figli che avrebbe messo al mondo.Dopo i festeggiamenti per l'elezione, Alessandro VI inauguro una politica di nepotismo elargendo sfacciata- mente cariche e benefici ai f i- gli e a tutta la parentela, suscitando nuovi malumori nella Curia e tra i romani che non vedevano di buon occhio l'arrembaggio degli spagnoli ai posti piu ambiti e redditizi. A parte cio, Rodrigo dimostro subito di voler operare nel modo migliore per il benessere dello Stato della Chiesa e dei cittadini, affrontando con energia i non semplici problemi che i suoi predecessori gli avevano lasciato in eredita. Si trattava di mettere ordine nella stessa Roma dilaniata da continue lotte di fazione tra i nobili, di sistemare le finanze in dissesto, di intervenire nel caos burocratico, di dare nuovi indirizzi al clero che di tutto sembrava occuparsi meno che della propria missione, di rendere piu umano il regime carcerario e piu giuste le leggi; ma soprattutto si trattava di ridare autorita allo Stato Pontificio minacciato da continue sedizioni e smembrato dai tirannelli locali che mal sopportavano di dover sottostare al potere centrale.

Lucrezia in un dipinto di un allievo di Ercole de Roberti.

C'era anche un altro progetto, piu grande e ambizioso: creare accanto a quello della Chiesa un altro regno, 'laico', che riunisse sotto un unico capo tutti gli staterelli, in modo da poter costituire una potenza nazionale in grado di bloccare le mire degli stranieri sulla penisola. Un piano di vasto respiro per realizzare il quale occorreva un uomo con un talento eccezionale. Quell'uomo esisteva: era Cesare, il figlio del papa. Bello, forte, intelligente, coraggioso, Cesare Borgia (che in Italia tutti chiameranno il Valentino, dal ducato di Valentinois) esegui alla lettera fino a che fu possibile l'idea del padre, riducendo alla ragione i signorotti che rifiutavano di sottomettersi a Roma, amministrando con saggezza le terre riconquistate, sventando tranelli e congiure. Agi sempre con decisione, spesso con durezza, a volte con ferocia. Mori da quel grande guerriero che era stato con la spada in mano, combattendo fino allo stremo.I contemporanei riversarono su di lui, sul padre e sulla sorella Lucrezia le accuse piu infami, dall'omicidio all'incesto, che saranno ripetute per secoli facendo dei Borgia una genia di mostri. In realta, come afferma la storiografia moderna, molte di quelle accuse non hanno fondamento. Per il resto, i Borgia erano semplicemente personaggi del loro tempo.

La disputa di Santa Caterina' affrescata dal Pinturicchio nell'appartamento Borgia in Vaticano. Si riconoscono: a sinistra, in trono, Cesare Borgia di fronte a lui Lucrezia e a cavallo il loro fratello Giovanni.

Un conclave discusso Roma, 20 luglio 1492. Innocenzo VIII sta morendo. Ammalato da mesi, il sessantenne pontefice sentendo prossima la fine chiama al suo capezzale i cardinali invitandoli a scegliere un successore degno del pesante fardello che dovra sopportare.Rodrigo Borgia approfitta dell'occasione per chiedere al moribondo di ordinare che Castel Sant'Angelo, in quel momento nelle mani dei Della Rovere, venga consegnato ai cardinali. Giuliano Della Rovere si scaglia infuriato contro Rodrigo: ne nasce un violento alterco, che non ha nulla da invidiare a uno scontro da tnvio. Volano terribili minacce e pesanti improperi: e un segno della lotta mortale e senza esclusione di colpi che divide i due porporati e che avra conseguenze nefaste per la Chiesa e per l'Italia.

Papa Innocenzo VIII, morto il 25 luglio 1492. Pochi giorni prima di spegnersi chiamo al suo capezzale i cardinali invitandoli a scegliere un successore degno della cattedra di Pietro; gia in quell 'occasione le tensioni che dividevano Giuliano Della Rovere e Rodrigo Borgia esplosero in una lite violenta, primo segno della guerra senza esclusione di colpi che i due si sarebbero fatta fino alla fine dei loro giorni.

Cinque giorni dopo, il papa passa a miglior vita. Mentre cominciano le grandi manovre per la successione, Roma piomba nel caos piu assoluto. Nella confusione dell'interregno molti colgono il momento favorevole per pareggiare vecchi conti rimasti in sospeso, per consumare una vendetta covata da tempo, per commettere ogni sorta di ribalderie che, con ogni probabilita, resteranno impunite. In pochi giorni si registrano piu di duecento omicidi. La citta eterna precipita sull'orlo della guerra civile e il popolo reclama a gran voce che il trono di Pietro venga occupato al piu presto da un papa energico e deciso che sappia mettere fine alle faide e riporti l'ordine e la pace.

Il 6 agosto si apre il conclave. Tre giorni prima un marinaio genovese, figlio di un cardatore di lana, e salpato dal porto spagnolo di Palos al comando di una piccola flotta convinto di poter raggiungere il Cipango e il Catai passando per occidente. Da tre giorni e cominciata l'avventura che mutera le sorti del mondo. I ventitre cardinali rinchiusi nella cappella Sistina, naturalmente, lo ignorano ma anche se lo sapessero non perderebbero certo il loro tempo ragionando di Cristoforo Colombo e delle sue caravelle. Hanno ben altro a cui pensare. La lotta e aperta a tutte le possibilita. Tra i favoriti, Giuliano Della Rovere, appoggiato da don Ferrante re di Napoli che a quanto si mormora ha messo a sua disposizione duecentomila ducati per 'ungere' i grandi elettori, e Ascanio Maria Sforza, fratello di Ludovico il Moro, signore di Milano.

Rodrigo Borgia, divenuto papa con il nome di Alessandro VI (particolare della 'Resurrezione' del Pinturicchio)

Il vice cancelliere Rodrigo Borgia ha una quotazione piuttosto bassa: non tanto per le chiacchiere sulla sua vita privata non del tutto consona alla dignita di un principe della chiesa ma piu semplicemente perche e spagnolo e come straniero non gode di molte simpatie. Ma Rodrigo sta aspettando questo momento da trentaquattro anni: e la sua ultima occasione e non se la fara sfuggire.

Il palazzo dei Borgia a Roma.

Nel primo scrutinio, il Borgia ottiene sette voti, otto nel secondo e altrettanti nel terzo. Sono passati quattro giorni dall'inizio del conclave e a votazione sembra giunta a un punto di staio. Per sollecitare i cardinali a trovare un accordo, i 'custodi' esterni del conclave decidono i ridurre i pasti a una sola portata. Se anche questa misura non otterra l'effetto voluto si passera a una dieta ancora piu severa: pane e equa. Ma non sara necessario giungere a tanto. Rodrigo gioca tutte le sue carte e vince.

Il castello di Nemi, passato nelle mani del cardinale Ascanio insieme con il palazzo romano dei Borgia: sarebbe stato questo il prezzo pagato da Rodrigo per ottenere il voto del porporato in conclave.

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Articolo Tratto dal nostro sito :  NOI E LA LUNA