Il caso dell’Uomo di Somerton (noto anche come il mistero di Tamam Shud) è uno dei rompicapi più affascinanti e stratificati del XX secolo. Mescola elementi di spionaggio, amore tragico e crittografia, il tutto ambientato nell’atmosfera sospettosa dell’inizio della Guerra Fredda.
Il Ritrovamento: Un Enigma sulla Sabbia
La mattina del 1° dicembre 1948, sulla spiaggia di Somerton (Adelaide, Australia), viene rinvenuto il corpo di un uomo elegantemente vestito, appoggiato alla diga marittima.
L’uomo sembrava dormire, ma era morto. Le prime anomalie saltarono subito all’occhio:
- Privo di identità: Tutti i vestiti avevano le etichette rimosse. Non aveva portafoglio né documenti.
- Condizioni fisiche eccellenti: Appariva come un uomo tra i 40 e i 50 anni, in salute, con muscoli delle gambe molto sviluppati (simili a quelli di un ballerino o di un corridore).
- Causa del decesso ignota: L’autopsia ipotizzò un avvelenamento, ma non vennero trovate tracce di tossine comuni nel sangue.
Il Pezzetto di Carta: “Tamam Shud”
Mesi dopo il ritrovamento, durante un’ispezione più accurata dei vestiti, fu scoperta una tasca segreta cucita all’interno dei pantaloni. Conteneva un pezzetto di carta arrotolato con stampate due parole in persiano: “Tamam Shud” (ovvero “È finita”).
Il frammento era stato strappato dall’ultima pagina di una rarissima copia del Rubaiyat di Omar Khayyam, una raccolta di poesie del XII secolo.
Il Codice e la “Infermiera”
La polizia riuscì a rintracciare il libro da cui era stato strappato il foglietto. Sul retro della copertina erano stati scarabocchiati a matita:
- Un codice crittografato: Cinque righe di lettere apparentemente senza senso (mai decifrate completamente).
- Un numero di telefono: Apparteneva a un’infermiera di nome Jessica Thompson, che viveva a breve distanza dal luogo del ritrovamento.
Quando la polizia le mostrò il calco del volto dell’uomo di Somerton, l’infermiera sembrò sul punto di svenire, ma negò categoricamente di conoscerlo. Il mistero rimase congelato per oltre settant’anni.
La Svolta del 2022: Chi era davvero?
Dopo decenni di teorie su spie sovietiche e amanti segreti, la scienza ha fornito una risposta. Nel luglio 2022, il professor Abbott dell’Università di Adelaide, attraverso l’analisi del DNA estratto dai capelli rimasti nel calco di gesso, ha identificato l’uomo:
- Nome: Carl “Charles” Webb.
- Professione: Ingegnere elettrico e produttore di strumenti musicali di Melbourne.
- La spiegazione: Non era una spia internazionale, ma un uomo tormentato che si era allontanato dalla famiglia dopo un matrimonio fallito.
Il fascino che rimane
Nonostante l’identificazione, restano zone d’ombra: perché Webb si trovava ad Adelaide? Perché ha cancellato ogni traccia della sua identità? E soprattutto, cosa significava quel codice cifrato sul retro del libro?