L’Affare dei Veleni (L’Affaire des Poisons) rappresenta uno degli scandali più torbidi e scioccanti della storia francese. Tra il 1677 e il 1682, durante il regno di Luigi XIV, il Re Sole, una serie di morti sospette portò alla scoperta di una rete sotterranea di maghi, indovini, avvelenatori e messe nere che coinvolgeva i vertici della nobiltà e persino l’alcova del sovrano.
Le origini: La Brinvilliers e la “Polvere di Successione”
Tutto ebbe inizio nel 1676 con l’esecuzione della Marchesa di Brinvilliers, che aveva avvelenato il padre e i fratelli per eredità. Durante il processo emerse che l’uso del veleno (ironicamente chiamato “poudre de succession”) era una pratica diffusa tra gli aristocratici per risolvere problemi coniugali o patrimoniali.
Il Re, allarmato, istituì la Chambre Ardente, un tribunale speciale incaricato di indagare su ogni sospetto di avvelenamento e stregoneria.
La Voisin e il sottobosco parigino
L’indagine, guidata dal capo della polizia Gabriel Nicolas de La Reynie, portò all’arresto di Catherine Deshayes, nota come La Voisin. Dietro la facciata di una chiromante e levatrice, La Voisin gestiva un impero criminale:
- Veleni: Formule a base di arsenico, aconito e belladonna.
- Aborti: Pratiche allora illegali fornite alle nobildonne.
- Messe Nere: Rituali sacrileghi per ottenere il favore dei demoni o l’amore di qualcuno potente.
Lo Scandalo a Corte: Madame de Montespan
La vera bomba scoppiò quando le indagini toccarono la favorita del Re: Madame de Montespan. Secondo le confessioni (spesso ottenute sotto tortura) dei complici della Voisin, la marchesa avrebbe:
- Acquistato pozioni d’amore per mantenere il favore del Re.
- Partecipato a messe nere officiate dall’abate Étienne Guibourg, durante le quali sarebbero stati sacrificati neonati.
- Tentato di avvelenare il Re e la sua nuova amante, Mademoiselle de Fontanges, quando si era sentita messa da parte.
Il colpo di scena: Luigi XIV, sconvolto dalla possibilità che la madre dei suoi figli legittimati fosse una complice di streghe e assassini, decise di sospendere i processi pubblici e secretare le prove per evitare che il prestigio della Corona venisse distrutto per sempre.
Il Bilancio della Chambre Ardente
Nonostante la censura regale, l’indagine fu colossale:
- 442 accusati.
- 36 condanne a morte (tra cui La Voisin, arsa sul rogo nel 1680).
- Innumerevoli nobili esiliati o rinchiusi a vita nelle prigioni di Stato (come la Bastiglia).
L’eredità storica
L’Affare dei Veleni segnò una svolta: il Re emanò un editto che bandiva indovini e maghi, ma soprattutto regolamentava rigidamente la vendita di sostanze tossiche da parte degli speziali. Fu il primo passo verso la moderna farmacologia legale.
La vicenda ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura, ispirando opere che vanno dai romanzi di Dumas alle moderne serie TV come Versailles.