Se gli spiritelli sono il caos domestico e i mostri acquatici l’ignoto della natura, la figura della strega e dello stregone rappresenta il confine tra l’umano e il soprannaturale. Nel folclore locale, queste figure non sono semplici personaggi da fiaba, ma custodi di una sapienza antica, spesso temuta e perseguitata, che mescola erboristeria, ritualità e superstizione.
Ecco un’immersione nel mondo della magia popolare.
1. Chi erano davvero? Tra Storia e Mito
Nella realtà storica, “strega” era spesso l’etichetta affibbiata a donne che vivevano ai margini della società: levatrici, guaritrici o anziane conoscitrici delle erbe. Nel mito, invece, diventano esseri capaci di mutare forma e volare.
- Le Janare (Benevento): Forse le streghe più famose d’Italia. Si diceva che si ungessero con un unguento magico per volare, recitando la formula: “Sotto l’acqua e sotto il vento, sotto la noce di Benevento”.
- Le Masche (Piemonte): Figure apparentemente normali che possedevano il “Libro del Comando”, un testo magico che permetteva loro di compiere incantesimi, come trasformarsi in animali o far ammalare il bestiame.
- I Benandanti (Friuli): Una figura affascinante e unica. Non erano streghe, ma “buoni camminatori” nati con la camicia (la placenta). Di notte, in spirito, combattevano contro le streghe per proteggere i raccolti, usando rami di finocchio contro rami di sorgo.
2. Il Sabba: Il Raduno Notturno
Il cuore della leggenda è il Sabba (o Tregenda), il raduno notturno dove streghe e stregoni si incontravano per onorare il demonio, danzare e banchettare.
- Il Noce di Benevento: Il luogo simbolo per eccellenza, un enorme albero attorno al quale si svolgevano i riti più segreti.
- Volo notturno: Si credeva che le streghe entrassero nelle case passando dal buco della serratura o dalla cappa del camino dopo essersi trasformate in vento o in piccoli animali.
3. I Poteri: Malocchio, Fatture e Guarigioni
La magia popolare era ambivalente: poteva distruggere o salvare.
- Il Malocchio: La capacità di causare sventura con lo sguardo. Per proteggersi si usavano amuleti come il cornetto, il sale o l’aglio.
- Le Legature: Incantesimi d’amore (o d’odio) fatti annodando nastri o capelli per “legare” il destino di una persona a un’altra.
- La “Segnatura”: Molte streghe locali erano in realtà “segniere” che usavano preghiere e gesti rituali per guarire il fuoco di Sant’Antonio o togliere i vermi ai bambini.
4. Difese Popolari: Come tenere lontana una strega
I contadini avevano sviluppato stratagemmi ingegnosi per proteggere le proprie case:
- La Scopa sulla porta: Mettere una scopa di saggina con le setole verso l’alto fuori dall’uscio. La strega, ossessionata dal conteggio, avrebbe passato la notte a contare i fili di saggina senza poter entrare.
- Il Sale sulla soglia: Un cerchio di sale grosso impediva il passaggio delle entità maligne.
- Le Scarpe vecchie: Appese fuori dalla porta per distrarre lo spirito errante.
5. Gli Stregoni: I Signori del Tempo
Mentre le streghe erano spesso legate alla sfera domestica e alla salute, gli stregoni (o sciamani bianchi) erano spesso visti come dominatori degli elementi. In molte valli alpine si parlava di uomini capaci di “guidare il temporale”, deviando la grandine dai propri campi verso quelli dei vicini rivali.
Curiosità: La Prova della Sedia
In passato si credeva che, se sospettavi che una donna fosse una strega, bastasse mettere un paio di forbici aperte sotto il cuscino della sedia dove stava per sedersi: se era una strega, non sarebbe più riuscita ad alzarsi finché le forbici non venivano rimosse.