Il senso di meraviglia è il cuore pulsante di Incontri ravvicinati del terzo tipo, la vera essenza che eleva il film oltre il semplice genere fantascientifico. Steven Spielberg, con la sua inconfondibile sensibilità, non si limita a raccontare una storia di UFO, ma ci invita a riscoprire lo stupore infantile di fronte all’ignoto, trasformando la paura atavica dell’alieno in un’esperienza di pura estasi e potenziale.
1. La Rivoluzione Spielbergiana: Addio all’Alienato Ostile
Negli anni ’50 e ’60, il cinema di fantascienza aveva consolidato l’immagine dell’alieno come invasore o minaccia (La guerra dei mondi, Ultracorpi). Spielberg rompe con questa tradizione.
- Da Minaccia a Promessa: Gli UFO in Incontri ravvicinati non sono portatori di distruzione, ma di un messaggio. Il loro arrivo non prelude a un’invasione, ma a un contatto pacifico, un’espansione della coscienza umana.
- L’Umanità Aliena: Sono gli umani, inizialmente, a reagire con paura e tentativo di controllo (la simulazione dell’incidente chimico). Gli alieni, invece, mostrano una curiosità e una benevolenza quasi disarmanti.
2. Lo Stupore del Bambino: Barry Guiler
Il personaggio di Barry Guiler è l’incarnazione più pura del senso di meraviglia.
- Assenza di Paura: Quando gli UFO si avvicinano alla sua casa, Barry non è spaventato. Ride, gioca, osserva con gli occhi spalancati, come se stesse assistendo a uno spettacolo di magia. Egli è il primo a comprendere la natura benigna dell’incontro.
- La Mano Tesa: La sua interazione con gli alieni (la mano che si allunga verso di loro) simboleggia l’apertura incondizionata, una fiducia primordiale che gli adulti hanno spesso perso. Barry è una guida, un promemoria di come dovremmo approcciare l’ignoto.
3. La Trasformazione di Roy Neary: Dal Cinico all’Estatico
Roy Neary inizia come un uomo comune, disilluso e annoiato. Il suo viaggio è un percorso di riscoperta della meraviglia.
- L’Esperienza Trasformativa: Il primo incontro con gli UFO lo scuote dalle fondamenta. Non è più in grado di tornare alla sua vita precedente perché ha visto qualcosa che ha cambiato la sua percezione della realtà.
- Il Viaggio come Rivelazione: La sua ossessione per la Devil’s Tower è una ricerca non solo di una risposta, ma di un rinnovamento spirituale. Quando finalmente vede la Nave Madre e gli alieni, non c’è paura, ma un’esultanza commossa, quasi una liberazione. È il raggiungimento di un sogno.
4. La Maestosità Visiva e Sonora
Spielberg utilizza ogni strumento cinematografico per evocare il senso di meraviglia.
- La Colonna Sonora di John Williams: Le cinque note non sono solo un codice, ma un’armonia che evoca mistero e speranza. La musica accompagna l’alieno e la sua manifestazione, rendendola un’esperienza quasi liturgica.
- Gli Effetti Speciali: Gli UFO, specialmente la Nave Madre, sono presentati con una bellezza e una complessità sbalorditive per l’epoca. Non sono astronavi minacciose, ma “cattedrali” di luce e suono, gioielli tecnologici che ispirano soggezione.
- L’Uso della Luce: I fasci di luce che illuminano la scena finale non sono solo un effetto visivo, ma quasi un “respiro” degli alieni, una forma di espressione che comunica potenza e benevolenza.
Conclusione
Il senso di meraviglia in Incontri ravvicinati del terzo tipo è un invito a guardare il cielo con occhi nuovi, a credere nell’impossibile e ad accogliere l’ignoto non con terrore, ma con speranza e apertura. Spielberg ci ricorda che c’è qualcosa di straordinario al di là delle nostre certezze quotidiane, e che la più grande avventura dell’umanità potrebbe essere la scoperta di non essere soli nell’universo, unita alla gioia pura di quella rivelazione.