La colonna sonora di John Williams per Incontri ravvicinati del terzo tipo è uno dei pilastri della storia del cinema. Non si tratta solo di musica d’accompagnamento, ma di un vero e proprio strumento narrativo e linguistico che rende possibile il contatto tra l’umanità e gli extraterrestri.
1. Il Tema delle Cinque Note: Matematica e Melodia
L’elemento più celebre è la sequenza di cinque note (Re-Mi-Do-Do basso-Sol). Spielberg voleva una frase musicale che suonasse come un saluto o una domanda, non come una melodia completa.
- La genesi: Williams e Spielberg testarono circa 250 varianti prima di scegliere quella definitiva. Doveva essere abbastanza breve da sembrare un segnale, ma abbastanza musicale da essere memorizzabile.
- Linguaggio universale: Nel film, queste note sono la base della comunicazione. Rappresentano l’idea che la matematica e le frequenze sonore siano le costanti universali che ogni civiltà evoluta può comprendere.
2. Una Colonna Sonora “Moderna” e Sperimentale
A differenza del tono eroico e tardo-romantico di Star Wars (uscito nello stesso anno), la musica di Incontri ravvicinati è molto più complessa e d’avanguardia.
- Dissonanza e Mistero: Gran parte della partitura è atonale, cupa e carica di tensione, riflettendo lo stato di confusione e ossessione dei protagonisti. Williams utilizza cluster orchestrali e suoni sospesi per creare un senso di ignoto.
- L’evoluzione verso l’armonia: Man mano che il film procede verso il finale, la musica si sposta gradualmente dalla dissonanza all’armonia tonale, culminando nella maestosa e celestiale accoglienza della Nave Madre.
3. La Conversazione tra Sintetizzatore e Astroneve
Il climax del film è un vero e proprio duetto musicale.
- Il Sintetizzatore ARP 2500: Sul set, il team di scienziati utilizza un sintetizzatore per rispondere agli alieni. Williams ha composto una sequenza di “domanda e risposta” in cui l’astronave replica con suoni profondi e roboanti (spesso eseguiti dalla sezione degli ottoni e dai legni gravi dell’orchestra), accelerando il ritmo fino a una sorta di euforia sonora.
- Sincronia con la luce: Ogni nota prodotta dal sintetizzatore è legata a un colore specifico, rendendo la musica visibile.
4. Citazioni e Simbolismo
- “When You Wish Upon a Star”: Nel finale, Williams inserisce in modo quasi impercettibile una citazione del celebre tema Disney di Pinocchio. Questo serve a sottolineare il tema del “sogno che si avvera” e a ricollegarsi al senso di meraviglia infantile caro a Spielberg.
- L’Oscar e l’eredità: Sebbene quell’anno l’Oscar andò a Williams stesso per Star Wars, la colonna sonora di Incontri ravvicinati è considerata dalla critica come una delle sue opere più intellettuali e tecnicamente sofisticate.
Conclusione
John Williams è riuscito a trasformare la musica in un personaggio attivo. Senza quelle cinque note, il film perderebbe il suo ponte logico e spirituale tra la Terra e le stelle. È una partitura che cattura perfettamente il passaggio dalla paura dell’ignoto alla gioia della scoperta.