La storia è stata pubblicata per la prima volta nel settembre 2010 da Alex Hall (conosciuto come Jaduusable). Non si tratta solo di un racconto scritto, ma di una narrazione multimediale che ha terrorizzato un’intera generazione di giocatori.
La Trama: Un Regalo Maledetto
Il protagonista racconta di aver ricevuto da un vecchio inquietante una cartuccia grigia e anonima per Nintendo 64, che conteneva il gioco The Legend of Zelda: Majora’s Mask.
- Il salvataggio: All’interno del gioco c’era già un file salvato sotto il nome “BEN”.
- L’inizio delle anomalie: Il protagonista decide di cancellare il file per iniziare la sua partita, ma da quel momento il gioco inizia a comportarsi in modo folle. Le texture scompaiono, la musica viene riprodotta al contrario e i personaggi non giocanti (NPC) iniziano a dire frasi inquietanti che non fanno parte del codice originale.
Il volto del tormento: La Statua di Link
L’elemento più iconico di questa Creepypasta è la “Statua dell’Eleganza” (Elegy of Emptiness). Nel gioco originale, è una statua immobile lasciata dal giocatore; nella versione infestata, la statua di Link, con il suo sguardo vuoto e il sorriso fisso, inizia a inseguire il protagonista ovunque lui vada, apparendo improvvisamente alle sue spalle con un suono stridente.
Le Frasi Celebri
Due citazioni sono diventate il simbolo di questa storia:
- “You shouldn’t have done that…” (Non avresti dovuto farlo…): che appare dopo che il giocatore commette un errore o tenta di sfidare il gioco.
- “You’ve met with a terrible fate, haven’t you?” (Sei andato incontro a un terribile destino, non è vero?): la frase iconica del Venditore di Maschere, usata qui con un’accezione sinistra e persecutoria.
L’Entità: Chi è Ben?
Secondo la lore della storia, Ben era un ragazzino realmente esistito che morì annegato (forse vittima di un bullo o di un rituale di una setta chiamata “The Moon Children”). Il suo spirito sarebbe rimasto intrappolato nella cartuccia, capace non solo di manipolare il gioco, ma anche di comunicare con il protagonista attraverso il computer e siti di intelligenza artificiale (come Cleverbot).
Perché è un capolavoro della Creepypasta?
- I Video: Alex Hall pubblicò su YouTube dei video che mostravano i glitch in azione. Erano così ben fatti (ottenuti tramite hack del gioco) che molti credettero fossero reali.
- Metanarrativa: La storia non si fermava al gioco; “Ben” sembrava uscire dallo schermo per infettare il computer del lettore, creando un senso di paranoia costante.
- Atmosfera: Majora’s Mask è già di per sé il titolo più cupo della saga di Zelda; la Creepypasta ha solo esasperato quel senso di angoscia e fine del mondo imminente.
Sapevi che questa storia ha dato vita a uno dei primi ARG (Alternate Reality Game) più famosi del web?