Il design delle astronavi in Incontri ravvicinati del terzo tipo è un aspetto fondamentale che contribuisce in modo significativo all’atmosfera del film, evolvendo dal realismo “sporco” e quasi banale dei primi avvistamenti alla magnificenza ultraterrena della Nave Madre. Spielberg e il team degli effetti speciali hanno volutamente evitato i cliché dei dischi volanti lucidi e perfetti, optando per un’estetica più organica e credibile.
1. I Primi UFO: “Sporchi”, Luminosi e Silenziosi
Gli UFO dei primi avvistamenti sono progettati per essere al tempo stesso familiari e inquietanti, visivamente e acusticamente.
- Estetica quasi Terrestre: Non sono dischi perfetti e lucidi, ma oggetti con luci lampeggianti e forme che a volte sembrano quasi rudimentali o “assemblate”. Questo li rende più credibili, meno “perfetti” e più simili a veicoli che potrebbero esistere.
- Luce come Caratteristica Principale: La luce è l’elemento distintivo. Gli UFO non sono definiti tanto dalla loro forma metallica, quanto dalle loro luci colorate e pulsanti, che sono il loro linguaggio e la loro presenza. Questa scelta ha anche ragioni pratiche, dato che era più facile illuminare modelli in miniatura che ricreare superfici riflettenti complesse in epoca pre-CGI.
- Il “suono” come Design: Il silenzio con cui si muovono e il suono profondo e risonante che emettono (in contrasto con il suono degli elicotteri o degli aerei militari) sono parte integrante del loro design “sensoriale”.
2. La Nave di “Barba” e il Suo Realismo Gritty
L’astronave che rapisce Barry Guiler è un ottimo esempio del realismo voluto da Spielberg.
- Dettagli Industriali: Questo UFO appare quasi come un velivolo industriale, con griglie, bocchettoni e superfici irregolari. Sembra “usato”, non intonso, come un vero mezzo di trasporto piuttosto che un’astronave di fantasia. Questa scelta aumenta la sensazione che gli alieni siano viaggiatori reali con veicoli reali, non entità astratte.
- Effetti Pratici: Il movimento di questo UFO è spesso accompagnato da vento, polvere e detriti, rafforzando l’idea di un oggetto fisico che interagisce con l’ambiente terrestre.
3. La Nave Madre: La Cattedrale Celeste
La Nave Madre è l’apice del design, un’opera d’arte tecnologica che è al tempo stesso imponente e meravigliosa.
- Scala e Complessità: È un oggetto di dimensioni colossali, con una base circolare e una parte superiore che ricorda una città o una montagna. La sua grandezza trasmette il senso della civiltà aliena avanzata.
- Migliaia di Luci: Il suo design è dominato da migliaia di luci colorate che pulsano e si muovono in schemi complessi. Non sono solo decorative, ma sono parte del suo “linguaggio”, della sua espressione. La Nave Madre è un organismo di luce e suono, una vera e propria cattedrale galattica.
- Organica e Geometrica: Combina elementi di geometria perfetta (la forma del disco) con dettagli che sembrano quasi organici o architettonici, come se fosse cresciuta piuttosto che costruita. La sua sommità ricorda una metropoli futuristica.
- Interni (Special Edition): Nella Special Edition, l’interno della Nave Madre rivela un ambiente vasto e senza soluzione di continuità, con luci e geometrie complesse che suggeriscono una tecnologia avanzatissima e un senso di spazio infinito. L’atmosfera è serena e accogliente, quasi eterea.
Conclusione
Il design delle astronavi in Incontri ravvicinati del terzo tipo è un capolavoro di progressione narrativa. Inizia con oggetti quasi banali, che irrompono nel quotidiano, per culminare in una magnificenza sublime che incarna il senso di meraviglia e la promessa di un contatto pacifico. Non sono solo veicoli, ma estensioni della civiltà aliena, che comunicano attraverso la loro luce, il loro suono e la loro inconfondibile presenza.