Il tema della comunicazione universale in Incontri ravvicinati del terzo tipo rappresenta il cuore filosofico della pellicola. Spielberg suggerisce che, per comunicare con il “totalmente altro”, l’umanità debba abbandonare le parole — troppo legate alla cultura e ai confini terrestri — e affidarsi a linguaggi oggettivi e sensoriali: la matematica, la musica e la luce.
1. La Musica come Ponte Logico
A differenza di molti film di fantascienza dell’epoca, qui l’alieno non parla inglese attraverso un traduttore universale. La comunicazione avviene tramite un codice tonale.
- Le Cinque Note: La celebre sequenza Re-Mi-Do-Do(basso)-Sol non è solo una melodia, ma un segnale matematico. La musica è considerata una lingua universale perché si basa su rapporti numerici e frequenze fisiche che sono costanti in tutto l’universo.
- Sincronia Sensoriale: Durante il climax finale, alla musica si associano i colori. Ogni nota corrisponde a una frequenza luminosa specifica (secondo il codice Solresol), creando un’esperienza sinestetica che permette a due civiltà diverse di “comprendersi” senza ambiguità semantiche.
2. Il Linguaggio dei Segni: Curwen e la Fisicità
Un dettaglio spesso trascurato ma fondamentale è l’uso dei segnali manuali di Curwen. Il personaggio di Claude Lacombe (interpretato da François Truffaut) utilizza dei gesti codificati per accompagnare le note musicali.
- Perché i gesti? Questo aggiunge un livello antropologico alla comunicazione. Se la musica è l’astrazione, il gesto è la fisicità. Insegnare agli alieni un movimento della mano associato a un suono è il primo passo verso un vocabolario condiviso, simile a come si insegna il linguaggio a un bambino.
3. La Matematica delle Coordinate
Prima ancora del suono, la comunicazione inizia con i dati. Gli scienziati nel film ricevono stringhe di numeri che si rivelano essere coordinate geografiche.
- Questo sottolinea l’idea che la geometria e la mappa astrale siano i primi biglietti da visita di una civiltà avanzata. La logica dei numeri serve a stabilire il “dove” prima ancora del “chi”.
4. Il Ruolo dell’Intuizione e dell’Arte
Mentre gli scienziati usano i computer, i protagonisti “comuni” (Roy e Jillian) comunicano con l’alieno attraverso l’ossessione visiva.
- La forma della montagna: La continua riproduzione della Devil’s Tower (fatta di purè, fango o disegni) è una forma di comunicazione telepatica o premonitrice. È un segnale che bypassa la logica e colpisce direttamente l’inconscio, suggerendo che il primo contatto avvenga a un livello psichico profondo.
Conclusione
In sintesi, Spielberg ci dice che per incontrare l’ignoto dobbiamo tornare “bambini”: il linguaggio universale è fatto di stupore, suoni semplici e colori primari. La tecnologia (il grande sintetizzatore sulla pista di atterraggio) serve solo come megafono per una connessione che è, in ultima istanza, pura armonia.