Il conflitto tra Scienza e Fede in Incontri ravvicinati del terzo tipo non è rappresentato come una battaglia dogmatica, ma piuttosto come una dialettica sottile tra diversi approcci alla conoscenza e all’ignoto. Il film suggerisce che per comprendere l’evento straordinario del primo contatto, sia necessaria una fusione di entrambi gli elementi.
1. L’Approccio Scientifico: Ordine, Logica e Controllo
Il team internazionale di scienziati, guidato dal carismatico Claude Lacombe (François Truffaut) e dall’interprete David Laughlin (Bob Balaban), rappresenta la componente scientifica.
- Decifrazione Razionale: Il loro compito è raccogliere dati, analizzare segnali radio e tentare di decodificare il messaggio alieno attraverso la matematica e la musica. Utilizzano strumentazioni all’avanguardia, come il grande sintetizzatore che produce la sequenza delle cinque note.
- Protezione e Secrecy: Il governo e le autorità militari, sebbene non strettamente “scientifiche” nel senso puro, operano secondo una logica di controllo e sicurezza. Creano una narrazione di pericolo (l’incidente del nervino) per isolare la zona della Devil’s Tower, dimostrando il tentativo umano di contenere e gestire ciò che è sconosciuto.
- Distanza Emotiva: Sebbene Lacombe mostri una curiosità genuina e una certa apertura, l’approccio scientifico tende a rimanere distaccato, analitico e obiettivo, focalizzato sull’ottenere prove e spiegazioni tangibili.
2. L’Approccio della Fede/Intuizione: Meraviglia, Credenza e Abbandono
I protagonisti comuni come Roy Neary e Jillian Guiler rappresentano l’altra faccia della medaglia: quella dell’intuizione, dell’ossessione quasi religiosa e di una fede incrollabile nell’esistenza di qualcosa di più grande.
- La “Chiamata” Personale: Loro non cercano prove scientifiche; sono stati “scelti” e guidati da un’esperienza viscerale e inesplicabile. La loro “fede” non è dogmatica, ma è la cieca convinzione che le loro visioni e il loro impulso interiore siano reali e li guidino verso una verità.
- L’Abbandono alla Meraviglia: Roy e Jillian sono disposti a rinunciare alla loro vita normale, alla loro famiglia e alla loro reputazione pur di seguire quella chiamata. La loro non è una ricerca di conoscenza in senso accademico, ma di connessione e comprensione emotiva. Loro credono nell’incontro, mentre gli scienziati cercano di dimostrarlo.
- L’Innocenza Infantile: Il personaggio di Barry Guiler, il bambino rapito, simboleggia l’innocenza e la capacità di accettare il fantastico senza pregiudizi razionali. I bambini, e in qualche modo anche Roy, rappresentano una “fede” primordiale nella magia e nel meraviglioso.
3. La Convergenza e l’Armonia Finale
Il genio di Spielberg sta nel non far prevalere nettamente un approccio sull’altro, ma nel suggerire che il vero progresso avviene quando Scienza e “Fede” (intesa come apertura all’ignoto e al meraviglioso) collaborano.
- Il Ruolo di Lacombe: Il personaggio di Lacombe è cruciale. Egli non è un freddo scienziato; egli è colpito dalla meraviglia, e la sua frase “Non stiamo affatto soli” è pronunciata con una convinzione che va oltre la mera osservazione empirica. Permette a Roy di salire sulla nave non solo per motivi scientifici, ma riconoscendo la sua “elezione” e il suo desiderio innato.
- La Preparazione di Roy: La fede di Roy non è cieca ignoranza. Le sue visioni e la sua ossessione lo preparano, a un livello quasi spirituale, all’incontro. Egli è il ponte umano tra l’approccio razionale e quello intuitivo.
- La Rivelazione Condivisa: Il contatto finale con la Nave Madre è un momento di stupore condiviso sia dagli scienziati che dai civili. La scienza fornisce gli strumenti per la comunicazione (il sintetizzatore), ma la “fede” e la volontà di accettare l’incredibile permettono l’incontro vero e proprio.
In definitiva, Incontri ravvicinati del terzo tipo ci insegna che, di fronte a un evento così trascendente come il contatto con una civiltà aliena, la mera logica scientifica potrebbe essere insufficiente senza una parallela apertura del cuore e della mente al senso di meraviglia e al mistero. Entrambi gli approcci sono necessari per espandere i confini della conoscenza umana.