I segnatori e i guaritori rappresentano una delle figure più enigmatiche e resistenti del folclore rurale italiano. A metà tra fede religiosa e sciamanesimo arcaico, queste persone (spesso anziane e profondamente inserite nella comunità) dichiarano di possedere il dono di “segnare” e curare determinati mali fisici e spirituali attraverso gesti rituali e formule segrete.
Non sono medici, né maghi nel senso moderno, ma custodi di una sapienza terapeutica orale che sfida il tempo.
1. Chi sono i Segnatori?
Il termine deriva dal gesto principale del rito: tracciare segni. Il segnatore non usa farmaci, ma “segna” la parte malata con il pollice, con la fede nuziale o con oggetti simbolici, accompagnando il gesto con preghiere sussurrate chiamate orazioni.
- Il Dono: Si crede che il potere non sia farina del proprio sacco, ma un dono divino o una facoltà naturale.
- La Gratuità: Un vero segnatore non chiede mai denaro. Accettare un compenso fisso farebbe “perdere il dono”. Spesso si accettano piccoli doni in natura (uova, vino, caffè) come segno di ringraziamento.
- La Trasmissione del Segreto: Le formule magiche e le preghiere non possono essere rivelate a chiunque. La tradizione vuole che vengano tramandate solo a una persona scelta, solitamente durante la notte di Natale (tra il primo e il terzo rintocco della mezzanotte), altrimenti perdono efficacia.
2. Cosa “segnano”?
La medicina dei segnatori si concentra su mali specifici che la cultura popolare identifica come “entità” o squilibri:
- Il Fuoco di Sant’Antonio (Herpes Zoster): È forse il male più comunemente trattato. Il segnatore “chiude” il fuoco tracciando cerchi o croci attorno all’eruzione cutanea per impedirgli di “abbracciare” il corpo.
- I Vermi (Parassitosi intestinale): Specialmente nei bambini. Il segnatore recita formule per “tagliare i vermi” o farli sparire.
- Le Verruche (Porri): Si usano fili d’erba, grani di sale o ramoscelli che, una volta fatti seccare o sotterrati, portano via con sé la verruca.
- Le Distorsioni (Sverzature): Manovre delicate accompagnate da preghiere per rimettere “a posto” i tendini e i nervi.
3. Il Rituale: Gesti e Parole
Il rito della segnatura segue uno schema preciso che unisce il corpo al sacro:
- L’invocazione: Il segnatore si fa il segno della croce e invoca il Santo protettore del male specifico (es. Sant’Antonio per il fuoco, San Lorenzo per le scottature).
- Il contatto: Si tocca la parte malata. Alcuni usano la propria saliva (considerata purificatrice) o l’olio d’oliva.
- La formula: Le parole sono sussurrate a fior di labbra (sotto voce) perché il potere risiede nel segreto del suono e della vibrazione, non nella comprensione altrui.
4. Il Ruolo Sociale: Il Guaritore come Mediatore
In passato, quando i medici erano rari e costosi, il segnatore era il primo punto di riferimento. Oggi, nonostante la medicina moderna, molte persone continuano a rivolgersi a loro, specialmente nelle zone montane o rurali.
Il segnatore agisce anche sul piano psicosomatico: la sua presenza calma l’ansia, ristabilisce un ordine simbolico e offre un senso di protezione che la medicina clinica, a volte più fredda, fatica a trasmettere.
Curiosità: Il Segnatore di “Invidia”
Oltre ai mali fisici, esiste il segnatore specializzato nel diagnosticare e rimuovere l’energia negativa accumulata (il malocchio). In questo caso, il rituale serve a “scaricare” la persona da un peso invisibile che le impedisce di vivere serenamente, agendo come una sorta di psicologo popolare.